13 Ottobre 2026
Sardegna

Invecchiamento, l’olfatto come spia precoce del declino cognitivo

Il naso come sentinella del cervello. A Cagliari uno studio dell’ateneo indaga il legame tra olfatto, gusto, capacità cognitive e invecchiamento, con l’obiettivo di individuare segnali precoci del deterioramento mentale prima che si manifestino i sintomi clinici.

A condurre la ricerca è Carla Masala, docente del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Cagliari, che da anni studia il funzionamento dei sistemi olfattivo, gustativo e trigeminale e il loro rapporto con le caratteristiche individuali e cognitive.

Invecchiare in salute, ricorda Masala, non vuol dire solo vivere più a lungo, ma conservare il più possibile le proprie capacità fisiche e mentali. In questo processo i sistemi sensoriali hanno un ruolo importante. Gli studi analizzano la capacità di percepire, riconoscere e distinguere gli odori, mettendola in relazione con età, stato di salute, alimentazione e abilità cognitive. Con gli anni la funzione olfattiva tende a ridursi, e questo calo può accompagnarsi a modificazioni delle capacità cognitive.

Memoria, attenzione, linguaggio, orientamento e capacità di risolvere problemi sono tra le funzioni messe in relazione con la percezione degli odori. Per questo l’olfatto è oggi considerato un possibile indicatore precoce di alcuni cambiamenti cognitivi e viene studiato anche in rapporto a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. L’obiettivo del gruppo di ricerca è individuare biomarcatori in grado di segnalare condizioni di rischio prima della comparsa di manifestazioni cliniche evidenti.

Lo studio considera anche gusto e sistema trigeminale, che interagiscono strettamente con l’olfatto nella percezione degli stimoli. Capire come cambiano queste funzioni con l’età può aiutare a comprendere meglio i meccanismi dell’invecchiamento e le sue conseguenze sulla salute.

Un ulteriore filone, sviluppato da Masala insieme a Antonella Rosa, riguarda il possibile ruolo di estratti naturali e oli essenziali nei processi legati all’invecchiamento, in particolare le interazioni tra stimolazione olfattiva, funzione cerebrale e capacità cognitive.