Invecchiamento demografico, lavoro e condizioni occupazionali al centro delle preoccupazioni europee.
Nel corso della seduta dell’Europarlamento, il ricercatore Franz Eiffe, del Working Life Unit di Eurofound, ha illustrato le principali evidenze relative al cambiamento demografico in Europa e alle sue implicazioni su lavoro, condizioni occupazionali e politiche pubbliche. Le slide presentate mettono a fuoco tre filoni chiave: la pressione crescente del ratio di dipendenza anziana, la partecipazione al lavoro nelle fasce d’età più avanzate e le disuguaglianze nella qualità del lavoro.
Uno dei dati cardine segnalati è l’evoluzione del rapporto di dipendenza degli anziani (old-age dependency ratio) per l’UE27: dopo anni di stabilità relativa, è atteso un forte aumento nei prossimi decenni. Nel grafico illustrativo si mostra come, partendo da livelli contenuti intorno agli anni 2012–2014, tale rapporto possa salire significativamente entro il 2050, mettendo sotto pressione i sistemi pensionistici, sanitari e di welfare pubblici.
Parallelamente, è stato presentato il dato sull’occupazione per fasce d’età: la partecipazione al lavoro tra i 20–64 anni è molto più elevata rispetto alle fasce 55–59 e 60–64. In particolare, anche se la partecipazione degli over 55 è in crescita, permangono forti divari rispetto alla fascia centrale. Il tasso di occupazione degli over 55 ha registrato, dunque, un aumento rilevante negli ultimi anni.
Ancora, la diffusione di politiche attive del lavoro (ALMP), incentivi pensionistici e pratiche aziendali legate all’age management sono indicate come strumenti fondamentali per “mantenere” i lavoratori anziani nella popolazione produttiva. Tuttavia, le disuguaglianze permangono: genere, tipologia contrattuale, differenze tra Paesi membri e settore di appartenenza continuano a incidere significativamente sulla qualità del lavoro.
L’indagine pone l’accento sull’importanza di un mix di politiche multilivello, che vada dal piano nazionale a quello aziendale, e sul ruolo essenziale del dialogo sociale, suggerendo politiche pensionistiche per rendere più sostenibile la permanenza in lavoro oltre l’età tradizionale di “pensionamento”, pratiche aziendali innovative come il job redesign, la formazione continua e l’adattamento dei posti di lavoro alle esigenze degli anziani. Ma non solo, serve anche una diversa gestione delle transizioni di carriera e un maggiore supporto ai cambiamenti individuali nel corso della vita lavorativa.
Sebbene il lavoro di indagine presenti dati europei aggregati, le sfide descritte sono molto attuali anche per il contesto italiano, e ancor più per regioni caratterizzate da invecchiamento demografico o disavanzi occupazionali territoriali. In Sardegna, ad esempio, l’esigenza di politiche che favoriscano la permanenza in attività degli over 55, la formazione continua e il miglioramento delle condizioni lavorative appare particolarmente urgente.
È quindi vitale che le istituzioni regionali e nazionali integrino nelle proprie strategie i temi evidenziati da Eurofound, traducendo le raccomandazioni in politiche territoriali efficaci.
