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Interrogazione al Parlamento UE su Reporter Senza Frontiere e i finanziamenti europei.

Un gruppo trasversale di eurodeputati ha presentato un’interrogazione orale alla Commissione europea sul ruolo e sul finanziamento dell’organizzazione non governativa Reporter Senza Frontiere (RSF), nel contesto del dibattito europeo sul rafforzamento dello “scudo democratico” e sull’indipendenza dei media.

L’iniziativa, firmata da parlamentari di diversi gruppi politici, richiama l’attenzione sull’obiettivo dell’Unione di garantire il pluralismo mediatico, la fiducia nelle istituzioni e la trasparenza dei processi pubblici, sottolineando le recenti discussioni in Francia sul rapporto tra regolazione, servizio pubblico audiovisivo e libertà editoriale.

Dubbi sulla neutralità dei contributi.

Nel testo dell’interrogazione, RSF viene citata come un’organizzazione che può essere oggetto di controversie, in particolare per un contributo fornito alla Relazione sullo Stato di diritto 2024, nel quale un caporedattore di un quotidiano sarebbe stato qualificato come “di estrema destra”.

Secondo i firmatari, una simile valutazione solleva interrogativi sulla neutralità e sull’imparzialità metodologica di soggetti chiamati a contribuire a strumenti europei di monitoraggio delle libertà fondamentali negli Stati membri.

Finanziamenti UE sotto esame.

L’interrogazione richiama inoltre i dati del Financial Transparency System della Commissione europea, secondo cui RSF avrebbe ricevuto circa 72,48 milioni di euro tra il 2014 e il 2023.

Alla luce di questi numeri, i deputati pongono la questione della coerenza tra indipendenza, trasparenza e finanziamenti pubblici, chiedendo come l’Unione possa garantire che le organizzazioni coinvolte nella valutazione delle politiche e delle libertà nazionali non si trovino in una posizione di dipendenza finanziaria tale da comprometterne l’imparzialità.