Infortuni sul lavoro in calo nell’UE: l’edilizia resta il settore più pericoloso
Meno infortuni sul lavoro in Europa. I dati diffusi da Eurostat relativi al 2023 fotografano un’Unione europea più sicura rispetto a dieci anni fa: i casi non mortali registrati sono stati 2,82 milioni, in calo del 3,8% rispetto ai 2,94 milioni del 2013. Il tasso di incidenza è sceso da 1.686 a 1.393 infortuni ogni 100.000 occupati, un segnale positivo che attraversa trasversalmente quasi tutti i settori produttivi.
Edilizia e trasporti: i settori più a rischio.
Non tutti i comparti, però, sono uguali. Su 21 categorie economiche analizzate, è l’edilizia a detenere il primato negativo, con 2.899 infortuni non mortali ogni 100.000 occupati. Seguono il settore idrico e della gestione dei rifiuti (2.819) e i trasporti e la logistica (2.366).
Nella top ten dei settori più pericolosi figurano anche: i servizi amministrativi e di supporto (2.043), l’estrazione mineraria (1.834), il manifatturiero (1.687), le attività artistiche e di intrattenimento (1.646), l’agricoltura e la pesca (1.610), la sanità e l’assistenza sociale (1.507) e la ristorazione e ricettività (1.468).
Un decennio di progressi, con una nota stonata.
Il trend degli ultimi dieci anni è complessivamente incoraggiante: tutti e dieci i settori con i tassi più elevati hanno registrato una riduzione degli infortuni tra il 2013 e il 2023. Fa eccezione, tuttavia, la sanità e l’assistenza sociale, che segna un lieve aumento, da 1.502 a 1.507 casi per 100.000 occupati. Un dato apparentemente modesto, ma che acquista un peso specifico diverso se si considera il contesto: operatori sanitari, infermieri e assistenti sociali svolgono un lavoro ad alto impatto fisico ed emotivo, e la tendenza al rialzo in questo comparto merita attenzione.
Il miglioramento più marcato, secondo la rilevazione dell’Eurostat, si registra nei servizi amministrativi e di supporto, con una riduzione di 576 infortuni per 100.000 occupati rispetto al 2013.
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