Infanzia e adolescenza. Il Garante chiede misure specifiche a sostegno dei minori

In una lettera inviata al Governatore Christian Solinas ed all’assessore della Sanità Mario Nieddu, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Grazia De Matteis si è soffermata sulla difficile situazione dei minori ospiti, o in arrivo, presso le comunità di accoglienza del territorio regionale. “Si tratta di adolescenti – ha ricordato De Matteis – che in alcuni casi sono figli di genitori risultati positivi e senza familiari di riferimento per un affido temporaneo”.

“Per questi e per tutti i minori in comunità, ha proseguito la Garante, vanno attivati percorsi specifici così come si raccomandano sia la distribuzione dei Dpi che la riorganizzazione degli spazi nelle strutture, ove si rendesse necessaria. E’ inoltre importante, conclude, che tutti gli interventi siano realizzati in un quadro di coordinamento efficace del sistema pubblico, regionale e non, che deve vedere coinvolti i sanitari di medicina generale, i pediatri di libera scelta ed i servizi sociali comunali”.

LEGGI ANCHE:  Arbatax, Sitel, Ottana e Unilever. La Seconda commissione dice sì ai cantieri per gli ex lavoratori.

Altro argomento sollevato dalla Garante nella lettera inviata a Solinas e Nieddu, quello delle conseguenze profonde che l’epidemia Covid-19 ha avuto ed ha sul diritto allo studio degli adolescenti sardi e sui loro rapporti con il sistema educativo regionale.

L’introduzione della ‘didattica a distanza’ ha aperto senz’altro prospettive nuove ed interessanti ma in questa prima fase, secondo la De Matteis, “presenta importanti criticità nella sua applicazione concreta su tutto il territorio regionale e ‘lascia indietro’ proprio i minori appartenenti a famiglie già socialmente ed economicamente fragili”.

Per questo la Garante, che ha scritto agli assessori della Pubblica istruzione, degli Affari generali ed all’Anci, auspica un intervento articolato della Regione e dei Comuni (per lo sviluppo delle reti wi-fi). I problemi fin qui emersi (sia dalle rilevazioni dell’Ufficio scolastico regionale che dell’associazione Save the Children) riguardano infatti la disponibilità di attrezzature informatiche e di connessioni efficienti, la “copertura” di alcune realtà marginali e la difficoltà per molte famiglie ad accompagnare gli alunni nell’utilizzo dei nuovi strumenti.

LEGGI ANCHE:  La scomparsa di Emanuela Orlandi. Un mistero italiano ancora irrisolto dopo 38 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.