Industria del futuro, il “modello competenze”: Fondimpresa e INAPP, l’algoritmo della crescita passa da IA e formazione
Non è più solo aggiornamento professionale, ma una vera e propria leva di politica industriale. La doppia transizione digitale ed ecologica si gioca sempre più sul capitale umano, con la formazione continua che diventa il perno della trasformazione delle imprese italiane.
È il quadro che emerge da “Competenze che trasformano”, l’evento con cui Fondimpresa e INAPP presenteranno a Roma il Rapporto di Monitoraggio Valutativo 2025. Un’analisi che racconta un sistema produttivo in cambiamento, dove investimenti in competenze e tecnologia procedono sempre più in parallelo.
Secondo l’indagine ROLA, che ogni anno coinvolge circa 8.000 lavoratori rappresentativi di circa 300.000 addetti formati, oltre il 92% dei partecipanti valuta positivamente i corsi finanziati, considerandoli aderenti alle esigenze reali delle imprese. Più del 90% segnala cambiamenti concreti nelle attività lavorative dopo la formazione.
Il processo non riguarda solo le singole mansioni: oltre l’82% dei lavoratori rileva trasformazioni organizzative nelle aziende, mentre circa uno su due (48%) registra una modifica del proprio ruolo professionale. Un segnale che indica come la formazione incida direttamente sui modelli produttivi e non soltanto sulle competenze individuali.
L’intelligenza artificiale entra nei percorsi formativi.
Nel 2024 più della metà dei lavoratori formati (55,5%) ha seguito corsi che includono contenuti legati all’intelligenza artificiale. Un dato destinato, secondo gli analisti, a crescere ulteriormente grazie alla nuova collaborazione tra INAPP e Fondimpresa.
Rilevante anche il coinvolgimento delle piccole imprese: una quota significativa dei partecipanti proviene da aziende con meno di 50 dipendenti, segno di una diffusione trasversale della formazione anche nel tessuto produttivo minore.
Il rapporto evidenzia inoltre gli ambiti d’uso dell’IA: prevalgono l’elaborazione dei testi e le applicazioni legate alla sicurezza sul lavoro. Il livello medio di competenza dichiarato resta però ancora contenuto, pari a 4,3 su 10 per l’uso generale e 3,8 per le applicazioni sulla sicurezza.
Formazione e produttività.
Le analisi econometriche contenute nel rapporto mostrano un legame diretto tra formazione tecnologica e trasformazione del lavoro. I lavoratori coinvolti in corsi sull’intelligenza artificiale registrano una maggiore probabilità di cambiare attività (+4,8%), di vedere ridefinite le mansioni (+5,4%) e di assistere a trasformazioni a livello aziendale (+7,9%).
Tra il 2021 e il 2024, chi ha partecipato a percorsi formativi tecnologici ha avuto anche maggiori opportunità di accedere a nuovi ruoli e funzioni di coordinamento, con un vantaggio stabile nel tempo. Un’evidenza che, secondo il rapporto, conferma come la produttività dipenda meno dalla tecnologia in sé e più dalla capacità di utilizzarla.
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