Indennità una tantum per lavoratori e imprese: il sistema online della RAS ‘collassa’.

La Regione Sardegna non va proprio d’accordo con i bandi a sportello. L’ennesima conferma è arrivata stamattina, alle 10 in punto, termine iniziale per compilare la cosiddetta ‘Domanda d’Indennità Telematica’ per accedere a un’indennità una tantum prevista dall’amministrazione regionale per lavoratori autonomi, con o senza Partita Iva, organismi, agenti e scuole professionistiche operanti, tra gli altri, nei settori dello spettacolo, dell’intrattenimento, della cultura e dello sport. Un intervento che comprendeva anche i professionisti e i tecnici del settore audiovisivo e cinema, spettacoli pirotecnici, organizzatori di feste e cerimonie, compresi commercianti di abiti da cerimonia, agenzie di viaggio, palestre, ambulanti al dettaglio dei mercati locali, e ancora le discoteche e i discopub.

Doveva essere dunque un giorno importante, se non fondamentale, per centinaia di lavoratori autonomi, imprese e organizzazioni sardi aventi diritto ad accedere ai fondi previsti dall’Avviso Pubblico, stimati in 7.000 euro una tantum, per una dotazione finanziaria totale di 7.300.000 euro.

Alessandra Zedda, Foto Sardegnagol, riproduzione riservata, 2019 Gabriele Frongia
Alessandra Zedda, Foto Sardegnagol, riproduzione riservata

Invece, i responsabili incaricati delle succitate categorie, già martoriate dalla mancata possibilità di lavorare regolarmente per via delle restrizioni previste dal governo per controbattere alla pandemia del Covid, si sono trovate dinanzi uno scoglio insormontabile: il crash del sistema telematico del sito sardegnalavoro.it, che doveva accogliere le loro domande, ma che è crollato, presumibilmente, sotto un peso di accessi che non è stato in grado di reggere.

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Un’eventualità che, visti i noti precedenti in sede sia regionale che nazionale, come l’ormai celebre “bonus bicicletta” o i fondi del decreto “Cura Italia”, poteva e doveva essere prevista dai responsabili, per permettere la presentazione delle domande in maniera agevole a tutti coloro che avessero voluto provare a inviarle. Tra l’altro, vista la modalità di assegnazione a sportello (ovvero quella che prevede che i fondi vengano accordati, previa la verifica della corrispondenza ai criteri previsti dall’avviso, in ordine di ricezione della domanda, fino a esaurimento fondi) doveva lasciar presagire che sarebbero stati parecchi quelli che avrebbero cercato di accedere alla piattaforma alle 10 spaccate, per provare a presentare la richiesta il prima possibile. Una pratica ben nota, che serve a permettere di scavalcare la “concorrenza” e assicurarsi quindi quei fondi limitati, che, quasi inutile ribadirlo, rappresentano una vera e propria ancora di salvataggio per persone e intere categorie martoriate dall’impossibilità di guadagnarsi da vivere col proprio lavoro.

Un bando che era già partito col piede sbagliato, visto che, approvato con la determinazione n.85/1104 del 12 Gennaio, l’amministrazione era corsa ai ripari sospendendolo solo una settimana dopo. Misura necessaria, viste le numerose richieste ricevute dalle parti sociali di “delimitare chiaramente l’ambito di applicazione della norma introdotta con l’art. 5 dalla Legge Regionale n. 30”, datata 15 Dicembre 2020, ovvero chiarire chi potesse partecipare, visto che in un primo momento l’intervento sembrava dedicato solo ai singoli lavoratori/imprenditori e non agli enti.

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Il nuovo bando, riveduto e corretto, vedeva luce il 22 Gennaio grazie alla determinazione n.3546/295, e chiariva questi quesiti, identificando nella data di oggi, 28 Gennaio, alle ore 10, il primo termine utile a presentare le domande attraverso il SIL (Sistema Informativo Lavoro).

“Operazione non andata a buon fine” si sono invece visti comparire sullo schermo del proprio portatile o smartphone i malcapitati che cercavano di accedere alla piattaforma per presentare la propria richiesta, accuratamente predisposta nei pochi giorni precedenti a disposizione, in modo da avere tutto pronto per il calcio d’inizio. Una solfa che, qualora avessero provato ad aggiornare la pagina del browser selezionato, si sarebbe ripetuta all’infinito per alcune ore, alternandosi in rare occasioni alla possibilità di accedere salvo poi negarlo nuovamente, o indicare il famigerato “Error 503: Service Unavailable”.

Gruppo Progressisti, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Gruppo Progressisti, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Intanto il gruppo dei progressisti in Consiglio Regionale, in una sua nota stampa, non ha mancato di esprimere il proprio disappunto per l’accaduto: “È scandaloso che la Regione Sardegna non riesca gestire un proprio sito internet nella giornata di avvio delle domande per l’accesso a contributi economici da parte di centinaia di lavoratori autonomi, anche titolari di partite Iva, e aziende impegnate in settori che non hanno mai avuto un sostegno pur non potendo svolgere la propria attività a causa della pandemia. (…) Si lavori per risolvere questa incredibile situazione – prosegue la nota – già nelle prossime ore: l’assessorato blocchi le procedure e faccia in modo di riattivarle, per dare a tutti i titolari di diritto le stesse possibilità di accesso alle risorse”.

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Detto fatto: poco tempo fa, finalmente, è stato possibile nuovamente accedere al sistema, ma arrivati al momento di accedere all’inserimento della domanda online, ci si è ritrovati dinanzi a una nuova informazione: “Le imprese potranno presentare la Domanda di Indennità Telematica (DIT) di interesse a partire dalle ore 10.00 del 01/02/2021”.

Palla al centro e tutto da rifare.