Incidenti sul lavoro: 681 morti nei primi 8 mesi dell’anno. Lunedì e venerdì sono i giorni più tragici.
“Formazione e aggiornamento dei lavoratori sono le uniche soluzioni per uscire dall’emergenza e restituire tutele e dignità a chi lavora“. Ha rimarcarlo è l’Osservatorio Vega richiamando l’attenzione sulla strage silenziosa dei morti sul lavoro in Italia. Solo nei primi mesi del 2025, si legge nel lavoro di indagine di Vega, hanno perso la vita 681 persone: 493 sul lavoro e 188 in itinere.
La sicurezza non è un optional.
I dati restano drammaticamente stabili: 681 decessi contro i 680 dello scorso anno. La stabilità non è un segnale positivo, perché significa che ogni giorno muore ancora più di un lavoratore. La sicurezza viene spesso sottovalutata, ma rappresenta l’arma più efficace contro gli infortuni e lo strumento principale di tutela della dignità lavorativa.
Le regioni più a rischio: Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia e Calabria.
L’Indice di incidenza medio nazionale (Im), pari a 20,6 morti sul lavoro ogni milione di occupati, permette di definire la mappa del rischio in Italia.
Ad agosto 2025, finiscono in zona rossa – con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media – Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia e Calabria.
In zona arancione figurano Trentino-Alto Adige, Puglia, Veneto, Liguria, Sardegna, Abruzzo e Toscana, mentre in zona gialla rientrano Piemonte, Marche, Valle d’Aosta ed Emilia-Romagna.
Le regioni più virtuose, in zona bianca, sono Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Molise.
Lombardia in testa per numero assoluto di vittime.
Da gennaio ad agosto 2025, la Lombardia conferma il triste primato con 68 vittime in occasione di lavoro. Seguono Veneto (53), Campania (49), Sicilia (41), Piemonte (38), Toscana (35), Emilia-Romagna (34), Puglia (33) e Lazio (32). Le regioni con il minor numero di decessi risultano Molise e Valle d’Aosta, con una sola vittima ciascuna.
Over 65 e lavoratori maturi: le fasce più colpite.
Secondo l’analisi dell’Osservatorio, l’incidenza di mortalità più elevata riguarda gli ultrasessantacinquenni, con 66,5 morti ogni milione di occupati. Segue la fascia 55-64 anni (31,5) e quella 45-54 anni (21,7). In termini assoluti, la fascia 55-64 anni conta 168 vittime su 493 in occasione di lavoro.
Donne e incidenti sul lavoro: 58 le vittime nel 2025.
Nei primi otto mesi del 2025, 58 donne hanno perso la vita sul lavoro, una in meno rispetto allo stesso periodo del 2024.
Di queste, 28 decessi sono avvenuti in occasione di lavoro e 30 in itinere, lungo il tragitto casa-lavoro.
Stranieri: rischio di morte doppio rispetto agli italiani.
Il bilancio per i lavoratori stranieri resta allarmante: da gennaio ad agosto 2025 si contano 148 vittime, di cui 108 in occasione di lavoro e 40 in itinere.
Il rischio di morte per gli stranieri è più che doppio rispetto agli italiani: 43 morti ogni milione di occupati contro 18.
Costruzioni e manifattura i settori più pericolosi.
Il settore più colpito continua a essere quello delle Costruzioni, con 78 decessi in occasione di lavoro. Seguono le attività manifatturiere (69), i Trasporti e magazzinaggio (65) e il Commercio (48).
I giorni più a rischio: lunedì e venerdì i più tragici.
L’Osservatorio segnala che il lunedì è il giorno con il maggior numero di infortuni mortali (23,7%), seguito dal venerdì (20,3%) e dal giovedì (16,4%).
Denunce di infortunio: lieve calo rispetto al 2024.
Le denunce totali di infortunio registrano un leggero calo rispetto ad agosto 2024: 384.007 contro 386.554 (-0,7%).
Il numero più alto di denunce arriva dalle Attività manifatturiere (45.565), seguite da Costruzioni (24.595), Sanità (23.929), Commercio (21.839) e Trasporti (21.625).
Le donne rappresentano 137.388 denunce totali (107.337 in occasione di lavoro), mentre gli uomini sono 246.619 (213.710 in occasione di lavoro).
I lavoratori stranieri costituiscono circa un quinto del totale, con 82.208 denunce (68.911 in occasione di lavoro).
