Incentivi.gov.it, il portale dei contributi (e delle pagine vuote)
C’è un nuovo sito, finanziato con fondi pubblici, che dovrebbe rappresentare la svolta epocale nel rapporto tra imprese e Stato. Si chiama incentivi.gov.it e nasce sotto il segno della semplificazione, della trasparenza, dell’accesso intelligente e personalizzato alle agevolazioni. Il manifesto è ambizioso: un’unica porta d’ingresso per orientarsi nel labirinto degli aiuti pubblici. La realtà, per ora, però, parla di un sito dove sono poche le informazioni che si possono trovare per la ricerca di un incentivo, per esempio, per l’apertura di una impresa nell’isola. Certo, in Sardegna, visto l’attuale trend politico, non si può pensare di poter vedere bandi e una classe dirigente capace di distribuire (virtuosamente e non come si fa in Consiglio regionale con manovre e assestamenti) risorse nel territorio. L’assenza di avvisi sugli incentivi in Sardegna, quindi, non può che essere conseguente.
Ma, tornando al sito, l’idea – sulla carta – è seducente: selezioni genere, età, residenza, dimensione dell’investimento, settore di attività. Clicchi. E il sistema ti restituisce l’incentivo giusto per te. Una sorta di “Netflix delle agevolazioni”. Peccato che, provando davvero a cercare un incentivo personalizzato, spesso non compaia nulla nella stessa home page, seguendo il percorso “Scegli l’incentivo adatto a te”. Nessun risultato. Nessuna alternativa. Nessuna indicazione su cosa manchi o su dove cercare.
È il paradosso della digitalizzazione italiana: si investe in piattaforme, ma non si investe abbastanza nei contenuti. Si costruisce l’involucro e si dimentica di riempirlo.
Scorrendo gli avvisi pubblicati nel mese di febbraio, il quadro è desolante: qualche iniziativa della Camera di Commercio di Cosenza, qualche bando della Regione Marche, una sola nota per la Sardegna – il Fondo Sardegna Ospitalità 2025. Un po’ poco per un’isola governata da una Giunta che quotidianamente annuncia misure rivoluzionarie, interventi strutturali, azioni “miracolose” (l’ultima la fuffa sul finanziamento di 75 borse di tirocinio nei tribunali della Sardegna. Accidenti che “alta politica”!). Se questo è il risultato della grande vetrina nazionale, viene il dubbio che non tutte le amministrazioni stiano contribuendo a caricare e aggiornare le informazioni. O che il coordinamento, semplicemente, non esista.
Il portale avrebbe dovuto incarnare lo spirito del nuovo Codice degli Incentivi: razionalizzazione, banca dati unica, accesso chiaro e uniforme. Invece, almeno allo stato attuale, appare come l’ennesima operazione di facciata o, meglio, di retorica.
Il problema non è solo tecnico. È politico. Perché ogni sito istituzionale finanziato con risorse pubbliche non è un esercizio grafico, ma un impegno verso cittadini e imprese. Se la piattaforma non funziona davvero, se la ricerca personalizzata non produce risultati concreti, se le amministrazioni non alimentano il sistema con dati aggiornati, allora l’idea stessa di “sportello unico” si trasforma in slogan.
E lo slogan, in Italia, è una categoria amministrativa. Lo si annuncia in conferenza stampa, lo si accompagna con una campagna social, lo si inserisce in un decreto. Poi, quando l’imprenditore prova a capire se esista un incentivo per una donna under 35 che vuole investire 80mila euro in un piccolo comune sardo, il sistema risponde con un elegante spazio bianco.
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