Incendio a Hong Kong, il bilancio è sempre più tragico.
Il devastante incendio che ha colpito Hong Kong continua a mietere vittime. Un rogo di livello 5 ha avvolto il complesso residenziale di Wang Fuk Court, nel distretto di Tai Po. Le fiamme hanno devastato sette delle otto torri che compongono l’area, causando finora 55 vittime, quattro delle quali decedute dopo il ricovero d’urgenza. A oltre venti ore dal primo allarme, il rogo risulta ancora parzialmente attivo, rendendo le operazioni di soccorso estremamente complesse.
La dinamica del disastro: sicurezza sotto accusa.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio è stato alimentato dalle impalcature di bambù e dalla rete metallica verde che avvolgevano gli edifici per lavori di ristrutturazione in corso. Questi materiali, agendo da conduttori, avrebbero permesso al fuoco di propagarsi rapidamente all’interno di quasi 2.000 appartamenti, dove risiedono oltre 4.600 persone, in gran parte anziani. Si teme anche la morte di oltre 100 animali domestici rimasti intrappolati.
Crescono le accuse riguardo la carenza di sicurezza: molti residenti hanno denunciato il mancato funzionamento degli allarmi antincendio. “Se qualcuno stava dormendo, era spacciato”, ha testimoniato Chan Kwong-tak, 83 anni, sopravvissuto grazie all’intervento delle guardie che hanno bussato porta a porta.
La reazione delle autorità e delle istituzioni.
La risposta delle autorità non si è fatta attendere. Eileen Chung, sovrintendente di polizia, ha confermato l’arresto di tre uomini dell’impresa edile responsabile dei lavori, accusati di omicidio colposo.
Parallelamente, la Commissione indipendente contro la corruzione (ICAC) ha istituito una task force speciale. L’obiettivo è avviare un’indagine penale su possibili episodi di corruzione legati all’assegnazione e alla gestione dei lavori di ristrutturazione che hanno trasformato le torri in una trappola mortale.
Mentre il governatore John Lee ha ringraziato il presidente cinese Xi Jinping per il messaggio di cordoglio e l’invito a fare “tutto il possibile”, la città fa i conti con il suo peggior disastro degli ultimi trent’anni, più grave persino dell’incendio del bar karaoke del 1997.
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