7 Settembre 2026
EuropaSardegna

Inattivi: sono l’11,7% della forza lavoro Ue.

Nel 2024, il potenziale di lavoro inutilizzato nell’Unione Europea — noto come labour market slack — ha raggiunto l’11,7% della forza lavoro estesa, pari a 26,7 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni. Si tratta di individui disponibili a lavorare ma che, per vari motivi, non partecipano pienamente al mercato del lavoro. La categoria include disoccupati, lavoratori part-time sottoccupati, persone che cercano un impiego ma non sono immediatamente disponibili e chi, pur essendo disponibile, non cerca attivamente un lavoro.

Nonostante alcune fluttuazioni, la quota di potenziale inutilizzato è in calo rispetto al 2015, quando si attestava al 18,6%.

Spagna al vertice, Polonia in fondo alla classifica.

Tra i Paesi dell’Unione, la Spagna ha registrato nel 2024 il livello più alto di labour market slack (19,3% della forza lavoro estesa), seguita da Finlandia (17,9%) e Svezia (17,8%).

All’estremo opposto si trovano Polonia (5,0%), Malta (5,1%) e, a pari merito, Slovenia e Ungheria (6,3%), dove il mercato del lavoro appare più dinamico e integrato.

La disoccupazione resta la componente principale.

Un’analisi più dettagliata mostra che la disoccupazione rappresenta la parte più consistente del potenziale di lavoro inutilizzato: il 5,7% della forza lavoro estesa. Seguono le persone disponibili a lavorare ma non in cerca di occupazione (2,7%), i lavoratori part-time sottoccupati (2,4%) e chi cerca un impiego ma non è immediatamente disponibile (0,9%).

In 23 Paesi dell’UE, la disoccupazione costituisce la quota maggiore del labour market slack, con picchi in Spagna (10,9%), Grecia (9,9%), Finlandia e Svezia (entrambe al 7,9%).

Tuttavia, non mancano le eccezioni. In Irlanda e nei Paesi Bassi la componente predominante è quella dei lavoratori part-time sottoccupati (rispettivamente 4,4% e 4,9%). In Cechia, la quota più elevata riguarda chi cerca lavoro ma non può iniziare subito (3,1%), mentre in Italia la maggioranza è composta da persone disponibili ma non in cerca di occupazione (7,3%).

foto Sardegnagol riproduzione riservata