20 Luglio 2026
Europa

In 4 anni l’Europa ha dato oltre 200 miliardi all’Ucraina. Verso quota 89 miliardi all’anno nel nuovo bilancio europeo

Dal febbraio 2022 a oggi, l’Unione Europea e i suoi Stati membri hanno mobilitato complessivamente oltre 200 miliardi di euro in assistenza finanziaria, militare e umanitaria a favore dell’Ucraina. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo (EPRS), che fotografa una svolta storica nei flussi di sostegno internazionale a Kiev: nel 2025 l’Europa ha superato gli Stati Uniti diventando il principale donatore complessivo del Paese in guerra.

Il cambio di passo è netto nei numeri, spiegano gli esperti Tim Peters e Elena Bersani. Il sostegno militare europeo , sommando il contributo del “Team Europe” e degli altri Paesi europei non UE , è cresciuto del 67% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 28,4 miliardi di euro, mentre gli Stati Uniti hanno ridotto le proprie allocazioni militari a soli 400 milioni. Parallelamente, gli aiuti civili e umanitari europei sono aumentati del 59%, toccando il record di 32,4 miliardi. Un balzo sufficiente a compensare quasi integralmente il disimpegno americano.

Dopo mesi di stallo causato dal veto di Budapest, il 23 aprile 2026 il Consiglio dell’UE ha approvato in via definitiva il Prestito di Sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro, destinato a coprire i fabbisogni finanziari di Kiev per il biennio 2026-2027. Il pacchetto si articola in 60 miliardi per potenziare le capacità dell’industria della difesa ucraina e 30 miliardi di assistenza macro-finanziaria e di bilancio, subordinata al rispetto di condizioni riformatrici. La prima tranche da 45 miliardi , di cui 28,3 destinati alla difesa , è attualmente in fase di definizione operativa. Il 28 maggio scorso il Parlamento ucraino ha ratificato il relativo accordo di prestito con l’UE.

Sul fronte delle risorse, un ruolo chiave è svolto dai beni sovrani della Banca Centrale russa immobilizzati in sede internazionale, il cui valore complessivo ha raggiunto quasi 300 miliardi di euro. Di questi, oltre 209 miliardi sono custoditi nell’UE, principalmente in Belgio. Il meccanismo di cooperazione sui prestiti all’Ucraina (ULCM) utilizza i proventi generati da questi asset per coprire il rimborso dei prestiti concessi dal G7 a Kiev , senza oneri diretti per l’Ucraina. Il 12 dicembre 2025 il Consiglio ha adottato un regolamento che immobilizza stabilmente tali asset, eliminando l’obbligo di rinnovo semestrale delle sanzioni e offrendo una base giuridica più solida. La confisca integrale resta un obiettivo politico dichiarato di Commissione e Parlamento europeo, ma continua a incontrare resistenze in alcuni Stati membri.

Il 26 febbraio 2026 il Fondo Monetario Internazionale ha approvato un nuovo programma quadriennale da circa 8,1 miliardi di dollari per l’Ucraina, nell’ambito di un pacchetto internazionale complessivo da 136,5 miliardi. L’obiettivo è ripristinare la sostenibilità del debito , attestato al 108,7% del PIL a fine 2025 , e sostenere le riforme strutturali necessarie alla ripresa postbellica e all’avanzamento del processo di adesione all’UE.

All’interno dell’UE, la Germania si conferma il maggiore contributore in termini assoluti, seguita da Francia, Italia, Paesi Bassi e Svezia. In rapporto al PIL, sono tuttavia i paesi baltici e scandinavi a sostenere lo sforzo maggiore. Tra i donatori non UE spiccano il Regno Unito con 20 miliardi, il Canada con 14 miliardi, il Giappone con 11 miliardi e la Norvegia con 10 miliardi.

Il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 proposto dalla Commissione prevede 88,9 miliardi per l’Ucraina, con un tetto annuo di 13,5 miliardi attraverso una riserva dedicata. Una cifra che gli esperti del Parlamento europeo giudicano probabilmente insufficiente: per una ricostruzione solida servirebbero circa 20 miliardi l’anno per almeno un decennio, con aiuti erogati prevalentemente sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto, stante l’elevato indebitamento del Paese. Ma gli stessi analisti sottolineano che, finché il conflitto è in corso, la priorità deve restare il sostegno militare e di bilancio.

foto Daina Le Lardic Copyright: @ European Union 2023 – Source : EP