Imprese italiane in crisi: +15,5% nel 2025. Liquidazioni in crescita
Il 2025 è stato un anno record per le procedure di crisi d’impresa in Italia. Secondo il quarto rapporto dell’Osservatorio di Unioncamere, le procedure avviate hanno sfiorato quota 13.500, segnando un incremento del 15,5% rispetto all’anno precedente. Ma il dato che colpisce di più è la corsa alla Composizione negoziata: le istanze presentate sono quasi raddoppiate, passando da 1.048 a 1.776, con un balzo del 69,5%.
La svolta culturale della composizione negoziata.
Introdotta per offrire alle imprese in difficoltà una via d’uscita volontaria e stragiudiziale, la Composizione negoziata si afferma oggi come lo strumento preferito da chi vuole tentare il risanamento senza ricorrere ai tribunali. Con una quota del 13,2% sul totale delle procedure, è diventata la principale opzione scelta dalle aziende in crisi.
A sceglierla sono soprattutto le società di capitale (79% del totale), concentrate nei settori manifatturiero (28,5%), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (21%) e nelle costruzioni (10,2%). Un elemento significativo riguarda la dimensione delle imprese che vi fanno ricorso: il valore medio della produzione ha superato i 16 milioni di euro a fine 2025, contro i 10 milioni del 2024, con una media di 40 addetti per azienda. Segno che strumenti un tempo riservati ai grandi gruppi stanno entrando nel radar delle imprese di medie dimensioni.
La liquidazione giudiziale rimane la procedura più usata.
Nonostante la crescita degli strumenti alternativi, la liquidazione giudiziale continua a dominare il panorama: nel 2025 sono state aperte 9.869 procedure, il 7,2% in più rispetto all’anno precedente. Si tratta della procedura più utilizzata dalle imprese più fragili: dimensione media di 8 addetti e un valore della produzione di soli 3 milioni di euro. I settori più colpiti sono le costruzioni (21,9%), il commercio (21,8%) e il manifatturiero (16,7%).
In crescita anche il concordato preventivo (+17,5%, per un totale di 895 procedure), che riguarda aziende con una dimensione media di 32 addetti e 7 milioni di euro di fatturato. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti registrano un aumento più contenuto (+6,7%, 348 procedure), ma coinvolgono imprese mediamente più strutturate: 89 addetti e 11 milioni di valore della produzione.
Notevole anche la crescita del concordato semplificato: 143 procedure, quasi il doppio rispetto alle 85 del 2024 (+68,2%), trainate dal settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio (27,3%).
Liquidazione coatta: +86%.
Il dato più eclatante in termini percentuali riguarda la liquidazione coatta amministrativa: 439 imprese coinvolte nel 2025, con un incremento dell’86% sull’anno precedente. A fare la parte del leone sono cooperative, consorzi e società consortili, attivi principalmente nella sanità e assistenza sociale (21,6%) e nei servizi amministrativi (13,1%).
foto Sardegnagol riproduzione riservata
