14 Agosto 2026
Europa

Il Tribunale USA sospende le sanzioni contro la relatrice ONU Francesca Albanese

Un tribunale americano ha sospeso le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. Ad annunciarlo è stata la stessa Albanese, che ha accolto la decisione come una vittoria per la libertà di parola e il diritto all’advocacy internazionale.

La giurista italiana si era guadagnata una notorietà internazionale per le sue critiche senza mezzi termini alle politiche israeliane nella Striscia di Gaza. L’anno scorso Washington le aveva inflitto le sanzioni, accusandola di aver cercato di sollecitare azioni della Corte Penale Internazionale contro funzionari e aziende statunitensi e israeliane. “Oggi impongo sanzioni alla relatrice speciale del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU Francesca Albanese per i suoi sforzi illegittimi e vergognosi volti a promuovere azioni della CPI contro funzionari, aziende e dirigenti americani e israeliani”, aveva scritto su X il Segretario di Stato Marco Rubio, accusandola di condurre una “campagna di guerra politica ed economica” contro i due Paesi.

Le sanzioni erano arrivate sulla scia di un rapporto firmato da Albanese in cui venivano identificate alcune società ritenute complici dell’occupazione israeliana nei territori palestinesi, tra cui Microsoft, Alphabet, Amazon e Palantir, accusate di fornire hardware militare, tecnologie di sorveglianza e infrastrutture a supporto di quella che la relatrice definisce un’occupazione illegale.

Con la sospensione decisa dal tribunale, la battaglia legale di Albanese segna un primo punto a suo favore e riporta al centro del dibattito i limiti del potere sanzionatorio americano nei confronti dei funzionari internazionali.

foto UN Photo/Mark Garten