16 Marzo 2026
Europa

Il tasso di povertà soggettiva nell’UE scende al 17,4% nel 2024

Nel 2024, il 17,4% della popolazione dell’Unione Europea si è considerato in una condizione di povertà soggettiva, in calo rispetto al 19,1% registrato nel 2023. Si tratta di un miglioramento significativo che suggerisce un aumento della percezione di benessere economico tra i cittadini europei.

Grecia in testa, Paesi Bassi e Germania in fondo.

Tra i Paesi membri, la Grecia continua a segnare il dato più elevato: oltre due terzi della popolazione (66,8%) si considera povera, secondo la propria percezione soggettiva delle condizioni di vita. Seguono la Bulgaria (37,4%) e la Slovacchia (28,7%).

All’estremo opposto, i livelli più bassi di povertà percepita si registrano nei Paesi Bassi e in Germania (entrambi al 7,3%) e in Lussemburgo (8,5%), dove la fiducia economica e la qualità della vita rimangono tra le più alte del continente.

Povertà soggettiva in calo in tutte le fasce d’età.

L’analisi per fascia d’età mostra che, nel 2024, la povertà soggettiva colpisce soprattutto i minori di 18 anni, tra i quali il 20,6% si considera povero. Tra gli adulti di età compresa tra 18 e 64 anni, la quota scende al 17,3%, mentre tra gli over 65 si attesta al 14,9%.

Tutti i gruppi d’età registrano comunque un miglioramento rispetto al 2023. Il calo più marcato riguarda gli adulti in età lavorativa, con una diminuzione di 1,8 punti percentuali. Per i più giovani e per gli anziani la riduzione è di 1,6 punti.

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