Il Ssn invecchia: oltre metà del personale ha più di 50 anni
Un sistema sanitario che regge grazie all’esperienza di chi è ormai vicino alla pensione, senza riforme organizzative e senza il riconoscimento del lavoro usurante. È il quadro che emerge dal report europeo State of Health in the EU, che offre una fotografia impietosa del personale sanitario in Italia, a partire dagli infermieri.
I numeri descrivono una situazione strutturale: l’Italia conta appena 6,9 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media europea di 8,4. L’età media della popolazione ha raggiunto 49,1 anni, la più alta dell’Unione Europea, e questo primato negativo si riflette direttamente sulla forza lavoro sanitaria: l’età media degli infermieri in servizio ha ormai superato i cinquant’anni, mentre nel Servizio Sanitario Nazionale più della metà dei dipendenti ha già oltrepassato quella soglia.
Il ricambio generazionale langue. I candidati ai corsi universitari di infermieristica sono sempre più vicini al numero di posti disponibili, e cresce la fuga verso l’estero, dove le retribuzioni sono più alte e i percorsi professionali più flessibili. A complicare ulteriormente il quadro, una quota significativa di professionisti presenta limitazioni funzionali legate all’età: le stime di settore parlano di oltre il 15% tra gli infermieri e di più del 24% nel personale di supporto assistenziale. In gran parte d’Europa queste competenze vengono reindirizzate verso telemedicina, centrali operative territoriali e servizi digitali. In Italia, invece, questi professionisti continuano a operare nei reparti tradizionali, aggravando la pressione su strutture già al limite.
Il nodo si stringe anche attorno agli obiettivi del Pnrr. Secondo gli ultimi monitoraggi disponibili, le Case di Comunità pienamente operative sono appena il 3,9% del totale, mentre gli Ospedali di Comunità pienamente funzionanti risultano ancora assenti. Il problema, sottolineano gli esperti, non sono gli edifici , in molti casi già costruiti o ristrutturati , ma la mancanza del personale necessario a garantire i servizi previsti.
“Oggi il Servizio Sanitario Nazionale si regge sul lavoro di professionisti che hanno superato i cinquant’anni e che continuano a operare nei contesti più gravosi senza adeguate tutele”, dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up. “Mentre altri Paesi investono sulla valorizzazione dell’esperienza e sulla ricollocazione dei professionisti senior nei servizi digitali e territoriali, l’Italia continua a utilizzare gli stessi modelli organizzativi di vent’anni fa”.
La richiesta del sindacato è netta: il riconoscimento dell’infermieristica e delle professioni assistenziali tra i lavori usuranti non è più rinviabile. “Non si tratta soltanto di una rivendicazione sindacale”, precisa De Palma, “ma di una scelta necessaria per garantire continuità assistenziale, qualità delle cure e sostenibilità futura del nostro sistema sanitario”.
