Il sostegno dell’UE all’Ucraina per il biennio 2026-2027. Tre Paesi su 27 si chiamano fuori.
Il 18 dicembre 2025 il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo politico per concedere all’Ucraina un prestito da 90 miliardi di euro, destinato a coprire le necessità finanziarie del Paese nel 2026 e nel 2027. Per dare attuazione alla decisione, la Commissione europea ha presentato un pacchetto di tre proposte legislative: l’istituzione di un Ukraine Support Loan da 90 miliardi, la modifica del regolamento sulla Ukraine Facility per consentire l’erogazione delle nuove risorse e l’adeguamento del quadro finanziario pluriennale (QFP) affinché il bilancio UE possa fungere da garanzia del prestito e coprire i costi degli interessi.
Il finanziamento sarà raccolto attraverso l’emissione di titoli sui mercati dei capitali, garantiti dal margine di bilancio dell’Unione. Bruxelles si farà carico degli interessi e delle spese connesse, sollevando Kiev da ulteriori oneri. Dei 90 miliardi previsti, 30 miliardi saranno destinati al sostegno del bilancio ucraino, mentre 60 miliardi serviranno a rafforzare le capacità industriali e militari del Paese.
La proposta della Commissione introduce una preferenza per l’acquisto di prodotti della difesa provenienti dall’UE, dallo Spazio economico europeo, dai Paesi EFTA e dalla stessa Ucraina. Solo qualora tali forniture non fossero disponibili o non potessero essere consegnate in tempi utili, sarà possibile rivolgersi a Paesi terzi.
Un nuovo quadro giuridico.
In passato il finanziamento di armamenti tramite il bilancio europeo era considerato incompatibile con l’articolo 41, paragrafo 2, del Trattato sull’Unione europea. Il nuovo strumento, tuttavia, si fonda sull’articolo 212 del Trattato sul funzionamento dell’UE, relativo alla cooperazione economica e finanziaria con Paesi terzi, superando così i limiti legati alla politica estera e di sicurezza comune.
L’operazione – ricorda uno studio realizzato da Tim Peters, Jakub Przetacznik e Silke Maes – sarà realizzata attraverso il meccanismo della cooperazione rafforzata e non comporterà obblighi finanziari per Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, che hanno scelto di non partecipare. La decisione è maturata dopo il fallimento di un precedente progetto di prestito basato sull’utilizzo dei beni russi congelati nell’UE, bloccato dalle riserve di alcuni Stati membri.
Iter legislativo accelerato.
Il Parlamento europeo ha già attivato la procedura d’urgenza e potrebbe votare i testi definitivi nella sessione plenaria di febbraio 2026. L’obiettivo è rendere operative le misure nel più breve tempo possibile, in considerazione delle pressanti esigenze finanziarie di Kiev. Secondo le stime del commissario al Bilancio Piotr Serafin, il servizio del debito costerà circa 1 miliardo nel 2027 e 3 miliardi annui dal 2028, senza incidere sugli altri programmi europei.
Il contesto internazionale.
Il prestito UE dovrebbe coprire circa due terzi del fabbisogno finanziario ucraino per il biennio, mentre la parte restante sarà garantita dal Fondo monetario internazionale e da altri donatori. Dall’inizio della guerra, l’Unione e gli Stati membri hanno mobilitato complessivamente circa 193 miliardi di euro tra aiuti finanziari, militari e umanitari, diventando nel 2025 il principale sostenitore di Kiev davanti agli Stati Uniti.
foto Army Sgt. 1st Class Theresa Gualdarama, National Guard
