Il segretario dell’Esercito Usa Dan Driscoll si dimette dopo mesi di tensioni con il Pentagono
Il segretario dell’Esercito degli Stati Uniti, Dan Driscoll, ha rassegnato le dimissioni al presidente Donald Trump al termine di mesi di attriti con il segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Diversi parlamentari avevano già espresso preoccupazione per il numero crescente di posti vacanti ai vertici delle forze armate, una situazione resa ancora più delicata dal fatto che il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha da poco superato i sei mesi.
Secondo quanto riportato da Axios, il rapporto tra Hegseth e Driscoll non sarebbe mai stato cordiale, ma la vicinanza di quest’ultimo al vicepresidente JD Vance gli avrebbe garantito una certa protezione politica. Le tensioni tra i due, secondo il New York Times, affonderebbero le radici anche in un tentativo di Hegseth di escludere quattro ufficiali , due uomini afroamericani e due donne, da una lista di promozioni, proposta a cui Driscoll si sarebbe opposto.
Già nel mese di febbraio diverse testate avevano riportato che Hegseth aveva spinto per l’allontanamento di un consigliere di alto livello di Driscoll, il colonnello David Butler, ex portavoce del generale Mark Milley, figura in aperto contrasto con Trump. Secondo quanto riferito da Fox News, Driscoll avrebbe resistito alle pressioni per licenziare Butler.
Driscoll, soprannominato “il tipo dei droni” per il suo impegno nella modernizzazione delle forze armate, aveva scalato rapidamente le gerarchie dell’amministrazione Trump dopo la nomina a segretario dell’Esercito.
foto Navy Petty Officer 2nd Class Alexander Kubitza, DOD
