Il rapporto Europol sull’antiterrorismo: “Più attacchi da attivisti di sinistra, più arresti tra gli estremisti di destra”
Il rapporto Europol TE-SAT 2025 (Terrorism Situation and Trend Report) mette in evidenza un dato interessante e apparentemente contraddittorio nel panorama della sicurezza europea. Secondo i grafici contenuti nel documento, gli attacchi attribuiti all’estremismo di sinistra e anarchico (71, tra riusciti, falliti o sventati) superano di gran lunga quelli riconducibili all’estremismo di destra (7).
Tuttavia, gli arresti legati a gruppi o individui di destra radicale (124) risultano quasi il doppio rispetto a quelli connessi all’estremismo di sinistra e anarchico (61).
Questa discrepanza ha sollevato interrogativi politici e istituzionali, portando due eurodeputate del gruppo dei Patrioti per l’Europa, Marieke Ehlers e Rachel Blom, a chiedere chiarimenti alla Commissione europea.
Come interpreta la Commissione questi dati?
In un’interrogazione scritta Ehlers e Blom hanno chiesto alla Commissione di spiegare come interpreta il rapporto tra numero di attacchi e numero di arresti, tenendo conto delle diverse matrici ideologiche del terrorismo in Europa.
Le parlamentari hanno inoltre domandato in che modo tale interpretazione influenzi le priorità di politica antiterrorismo dell’UE e l’allocazione delle risorse destinate alla lotta contro il terrorismo e il radicalismo.
La risposta della Commissione: “Le competenze penali restano nazionali”.
Nella risposta scritta del 7 novembre 2025, il commissario Magnus Brunner, a nome della Commissione europea, ha chiarito che l’applicazione del diritto penale rientra nella competenza esclusiva degli Stati membri, motivo per cui la Commissione non può esprimersi sull’interpretazione dei dati relativi ad arresti e indagini: “Le priorità politiche della Commissione sono guidate dalla necessità di affrontare tutte le forme di terrorismo in modo efficace, indipendentemente dall’ideologia,” ha precisato Brunner.
Una nuova agenda europea per la prevenzione e il contrasto del terrorismo.
Brunner ha ricordato che, come annunciato nel pacchetto ProtectEU, la Commissione sta lavorando a una nuova Agenda dell’UE per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e dell’estremismo violento.
L’obiettivo è quello di fornire un quadro strategico completo per affrontare le minacce emergenti, tra cui la dimensione online del terrorismo, la trasformazione del contesto geopolitico globale e il rafforzamento delle misure contro il finanziamento delle attività terroristiche e la radicalizzazione.
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