Il Pentagono riduce le stime ufficiali dei morti nella guerra con l’Iran
Il Pentagono ha improvvisamente ridotto il numero di militari statunitensi indicati come uccisi durante la guerra con l’Iran sul proprio sito ufficiale, passando da 18 a 14, con funzionari della Difesa e un portavoce del dipartimento che hanno fornito versioni discordanti sulle ragioni del cambiamento, secondo quanto riportato giovedì dal New York Times.
Stando alla ricostruzione del quotidiano il Pentagono indicava sul proprio sito un totale di 18 militari americani uccisi nel conflitto; giovedì il numero era sceso a 14. Tre funzionari militari hanno riferito al Times che una delle ragioni della modifica sarebbe la decisione dell’amministrazione Trump di rimuovere dalla lista quattro militari , tre in Giordania e uno nel nord dell’Iraq , deceduti lo scorso fine settimana, poiché le loro morti sarebbero avvenute dopo la dichiarazione di cessate il fuoco pronunciata dal presidente Donald Trump ad aprile.
Secondo il New York Times, da quando la tregua è saltata il Pentagono ha fornito poche informazioni sulla strategia militare in corso ed è stato lento nel comunicare i dati sui feriti; l’ultimo briefing rilevante sulla guerra risalirebbe ai primi di maggio. Il dipartimento della Difesa ha in passato giustificato questa riservatezza sostenendo che rivelare gli attacchi iraniani contro le basi dove sono alloggiate le truppe americane comprometterebbe la sicurezza operativa.
Fonti interne all’amministrazione citate dal quotidiano hanno inoltre riferito che il Pentagono avrebbe taciuto per giorni su tre attacchi iraniani in Giordania della scorsa settimana, che avrebbero ferito decine di militari statunitensi e danneggiato diversi elicotteri. Dopo un attacco iraniano in Giordania di venerdì scorso, costato la vita a tre soldati, il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, aveva riconosciuto che il numero complessivo delle vittime militari statunitensi dal 7 luglio era salito a quasi cento.
Funzionari della Difesa hanno precisato che per legge sono tenuti a comunicare i decessi ma non i feriti. Alcuni senatori democratici hanno però criticato la scarsa trasparenza dell’amministrazione sull’andamento complessivo del conflitto. Il generale in pensione Ben Hodges, che comandò le forze statunitensi in Europa all’inizio del primo mandato di Trump, ha dichiarato che minimizzare il numero dei caduti in tempo di guerra rivela “una riluttanza o un’incapacità di imparare seriamente dagli errori”.
Il tema del bilancio delle vittime assume un peso politico particolare perché sia Trump sia il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno più volte accusato l’amministrazione Biden , inclusi l’ex presidente, l’ex segretario alla Difesa Lloyd Austin e l’ex vicepresidente Kamala Harris , di essere personalmente responsabili della morte di tredici militari americani nell’attentato suicida di Kabul del 2021.
foto Air Force Staff Sgt. Brittany A. Chase, DOD
