Il Pentagono fa pressione sull’UE: “Le armi le comprate dagli USA. Stop alle misure a sostegno dell’industria della difesa”.
L’amministrazione del presidente Donald Trump ha messo in guardia l’Unione europea da eventuali misure che favoriscano i produttori di armi europei a scapito delle aziende statunitensi, minacciando ritorsioni in caso di svolta protezionistica.
In osservazioni finora non rese pubbliche, inviate nell’ambito di una consultazione della Commissione europea sulle future regole per gli appalti nel settore della difesa, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha espresso una netta opposizione a qualsiasi revisione della direttiva europea che limiti l’accesso dei produttori americani al mercato della difesa dell’Ue.
“Gli Stati Uniti si oppongono fermamente a ogni modifica che riduca la capacità dell’industria statunitense di sostenere o partecipare agli appalti nazionali della difesa negli Stati membri”, si legge nel documento inviato a Bruxelles in vista dell’aggiornamento della direttiva del 2009 sugli acquisti militari.
Washington (il colmo dopo i dazi imposti dal presidente Trump) denuncia il rischio di politiche “protezionistiche ed escludenti” che finirebbero per “spingere fuori dal mercato le aziende americane”, sottolineando come, al contrario, i grandi gruppi europei continuino a beneficiare dell’accesso al mercato statunitense.
La posizione dell’amministrazione Trump, inoltre, evidenzia una contraddizione: da un lato Washington chiede agli alleati europei di assumersi una quota maggiore dell’onere per la difesa convenzionale del continente; dall’altro, non intende perdere quote di mercato per l’industria bellica americana.
La minaccia di ritorsioni.
Il Pentagono avverte che l’introduzione di una clausola vincolante di “preferenza europea” nella futura normativa sugli appalti potrebbe comportare una revisione delle deroghe previste dalle leggi “Buy American”, nell’ambito degli accordi bilaterali di reciprocità sugli acquisti per la difesa. In concreto, ciò significherebbe limitare l’accesso delle aziende europee alle commesse del Dipartimento della Difesa. Se questi sono “i partner” che l’Europa deve avere…
Nel contempo, Bruxelles ha già introdotto criteri di preferenza europea in alcuni programmi, come il piano SAFE da 150 miliardi di euro in prestiti per l’acquisto di armamenti e nel meccanismo che consente all’Ucraina di utilizzare fondi europei per acquistare equipaggiamenti militari, a condizione che almeno il 65% del valore sia di origine europea.
Lo scontro con Washington rischia ora di mettere alla prova la volontà dei Paesi membri di spingersi verso una maggiore autonomia strategica, in un momento in cui i rapporti transatlantici sono resi sempre più complessi a causa della politica egemonica di Trump.
foto Air Force Staff Sgt. Brittany A. Chase, DOD
