14 Ottobre 2026
Europa

Il Parlamento Ue approva nuove norme per ridurre i rifiuti tessili e alimentari.

Il Parlamento europeo ha approvato martedì nuove misure vincolanti per prevenire e ridurre i rifiuti alimentari e tessili in tutta l’Unione, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità e la responsabilità dei produttori.

La direttiva, frutto di un accordo con il Consiglio dello scorso febbraio, fissa obiettivi nazionali obbligatori di riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030: 10% per la produzione e trasformazione alimentare e 30% pro capite per i rifiuti provenienti da commercio al dettaglio, ristorazione e famiglie. Le riduzioni saranno calcolate sulla media annuale 2021-2023. I Paesi dovranno inoltre agevolare la donazione degli alimenti invenduti ancora commestibili.

Per quanto riguarda i rifiuti tessili, tutti i produttori che immettono prodotti sul mercato Ue dovranno coprire i costi di raccolta, cernita e riciclo tramite nuovi regimi di responsabilità estesa. Le norme riguarderanno abbigliamento, calzature, accessori, biancheria e altri tessili domestici, con possibilità di estensione anche ai materassi. Microimprese e venditori online avranno tempi di adeguamento differenziati.

Ogni cittadino europeo, secondo una indagine dell’Aula di Bruxelles, genera annualmente 132 kg di rifiuti alimentari e 12 kg di rifiuti di abbigliamento e calzature. Secondo le stime, meno dell’1% dei tessili a livello globale viene riciclato in nuovi prodotti, mentre l’industria dell’ultra-fast fashion contribuirà a determinare i contributi dei produttori per la gestione dei rifiuti.

La legge sarà ora firmata dai presidenti di Parlamento e Consiglio e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno 20 mesi per recepire le norme nella legislazione nazionale.

foto Greenpeace