Il Parlamento torna al nucleare: la Camera approva la legge delega Pichetto
La Camera dei deputati ha dato il via libera stamattina al disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, primo passo verso il ritorno dell’Italia all’atomo dopo decenni di assenza normativa. Il provvedimento, firmato dal ministro Pichetto, ha incassato 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti.
Il testo approda ora al Senato, dove il governo punta ad ottenere l’approvazione definitiva entro la pausa estiva, con l’obiettivo di varare i decreti attuativi entro la fine del 2026.
Al centro della legge c’è una delega che il Parlamento conferirà all’esecutivo , da esercitare entro un anno , per regolamentare tre grandi ambiti: la produzione di energia nucleare sostenibile, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi. In sostanza, le Camere tracciano il perimetro e il governo riempie i dettagli.
I decreti attuativi dovranno occuparsi di costruzione e gestione degli impianti di nuova generazione , dai piccoli reattori modulari (SMR) ai micro-reattori , della produzione di idrogeno da fonte nucleare, della sicurezza degli impianti e del riordino degli enti di governance del settore.
Tra i criteri vincolanti per l’esecutivo figurano il rispetto dei massimi standard di sicurezza, la semplificazione delle procedure autorizzative, l’introduzione di misure di compensazione per i territori che ospiteranno gli impianti e la tutela della partecipazione dell’industria italiana alla filiera tecnologica.
L’obiettivo dichiarato della legge è ridare all’Italia un quadro normativo sul nucleare, assente dal doppio referendum del 1987 e del 2011. Un vuoto che il governo Meloni intende colmare guardando alle tecnologie di nuova generazione, più sicure e flessibili rispetto ai reattori tradizionali, nel quadro della transizione energetica europea.
