20 Luglio 2026
Politica

Il Parlamento europeo vuole più risorse per le priorità dell’Ue

Il Parlamento europeo alza la posta sul prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione. La commissione Bilanci di Strasburgo ha adottato mercoledì la sua posizione negoziale sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, chiedendo un aumento del 10% rispetto alla pessima proposta avanzata dalla Commissione europea nel luglio 2025 e fissando il tetto di spesa all’1,27% del Reddito Nazionale Lordo dell’UE. Il voto: 26 favorevoli, 9 contrari, 5 astenuti.

La novità più rilevante sul piano contabile è la richiesta di escludere dai massimali di bilancio i costi di rimborso del fondo di ripresa NextGenerationEU , pari allo 0,11% del RNL , per evitare che il servizio del debito eroda le risorse destinate a politiche e investimenti concreti.

Perché servono più soldi?

Gli eurodeputati sono espliciti: quello proposto è “il minimo indispensabile” per far fronte agli impegni dell’Unione. Tra le sfide citate nel rapporto figurano i conflitti armati su larga scala in Europa, le tensioni economiche e sociali, il divario di competitività rispetto a Stati Uniti e Cina, e le crescenti emergenze climatiche e della biodiversità. L’aumento proposto verrebbe distribuito in parti uguali tra i tre filoni principali del bilancio.

Tra i programmi che gli eurodeputati vogliono potenziare figurano il Fondo europeo per la competitività, Horizon Europe, la Connecting Europe Facility, Erasmus+, AgoraEU e il meccanismo di protezione civile.

Agricoltura e coesione: nessun passo indietro.

Sul fronte delle politiche tradizionali, il Parlamento traccia una linea netta: i fondi per l’agricoltura, la coesione e il Fondo sociale europeo non si toccano. Gli eurodeputati bocciano con fermezza qualsiasi tentativo di fondere o diluire queste voci di spesa, e respingono l’approccio della Commissione basato su piani nazionali individualizzati, che , avvertono , rischia di “rinazionalizzare” il bilancio europeo, ridurre la trasparenza e mettere in competizione i beneficiari tra loro.

“La politica agricola comune, i fondi di coesione, il Fondo sociale europeo non sono reliquie del passato. Sono la spina dorsale della solidarietà europea”, ha dichiarato la co-relatrice Carla Tavares (S&D).

Trasparenza e stato di diritto come condizioni non negoziabili.

Il rapporto dedica ampio spazio al tema della trasparenza e della responsabilità democratica. Gli eurodeputati mettono in guardia contro la tendenza a spostare scelte politiche chiave verso programmi di lavoro della Commissione senza il coinvolgimento del Parlamento, e sollevano preoccupazioni sulla diffusione di finanziamenti non collegati ai costi effettivi, che potrebbero rendere più difficile una corretta rendicontazione.

Sul fronte dello stato di diritto, la posizione è netta: il rispetto dei valori europei rimane una condizione d’accesso ai fondi, ma le eventuali sanzioni non devono ricadere sui beneficiari finali, penalizzando cittadini e imprese per le mancanze dei loro governi.

Nuove entrate per 60 miliardi l’anno.

Per finanziare il bilancio e rimborsare il debito di NextGenerationEU, il Parlamento chiede l’introduzione di nuove risorse propri che generino circa 60 miliardi di euro annui. Tra le opzioni sul tavolo: una tassa sui servizi digitali, un prelievo sul gioco d’azzardo online, un’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e un’imposta sulle plusvalenze da criptoattività. Gli Stati membri sono esortati a trovare rapidamente un accordo su questi strumenti.

I prossimi passi. La plenaria del 29 aprile.

Se l’aula plenaria confermerà la posizione il 29 aprile, il Parlamento sarà pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio. Poiché l’adozione del regolamento MFF richiede il consenso del Parlamento, gli Stati membri dovranno tenere conto delle richieste degli eurodeputati.

foto Sebastien Pirlet Copyright: © European Union 2015 – Source : EP