Il Parlamento europeo valuta il peso del legislatore dei 27 Paesi Ue. Criticità nell’azione della Commissione von der Leyen.
La Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo ha pubblicato il nuovo rapporto sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, nonché sul ruolo dei parlamenti nazionali nel processo legislativo dell’Unione europea.
Principi cardine dell’Unione: sussidiarietà e proporzionalità.
Il documento ribadisce la centralità dei principi previsti dagli articoli 5(3) e 5(4) del Trattato sull’Unione europea (TUE), che stabiliscono che l’UE intervenga solo quando gli obiettivi non possono essere raggiunti in misura sufficiente dagli Stati membri e che ogni azione europea non ecceda quanto necessario.
Il ruolo dei parlamenti nazionali: strumenti da rafforzare.
Dal Trattato di Lisbona, i parlamenti nazionali dispongono di strumenti di controllo — come le procedure di “cartellino giallo” e “cartellino arancione” — per segnalare violazioni della sussidiarietà. Tuttavia, dal 2009 a oggi sono stati attivati solo tre cartellini gialli e nessun cartellino arancione.
Il rapporto, insomma, evidenzia l’uso ancora limitato di questi strumenti, la necessità di allungare il termine di risposta a 10–12 settimane e l’opportunità di introdurre un “cartellino verde”, che permetta ai parlamenti nazionali di proporre iniziative legislative. Il Parlamento, inoltre, sollecita inoltre un maggiore coinvolgimento delle assemblee regionali con poteri legislativi.
Criticità nell’azione della Commissione.
Il testo esprime “preoccupazione” per il ricorso della Commissione all’articolo 122 TFUE per iniziative di vasta portata, come il piano ReArm Europe/Readiness 2030. Tale articolo, ricorda il Parlamento, dovrebbe essere utilizzato esclusivamente per situazioni eccezionali.
La risoluzione, sul tema, chiede che ogni proposta legislativa basata su competenze condivise sia corredata da valutazioni d’impatto approfondite; vengano rafforzate le analisi sulla sussidiarietà tramite la griglia di valutazione sviluppata dal Comitato delle Regioni e che si garantisca maggiore trasparenza nel motivare la scelta dell’intervento europeo. Ma di opacità la Commissione europea non può farne a meno.
Il Parlamento critica inoltre il fatto che la Commissione modifichi raramente le sue proposte in risposta ai pareri motivati dei parlamenti nazionali.
Coinvolgimento precoce: dialogo e cooperazione interparlamentare.
Il rapporto apprezza strumenti di consultazione come il dialogo politico e il portale per le opinioni dei parlamenti nazionali, ma invita a creare un “Single Subsidiarity Hub”, una piattaforma unica per raccogliere pareri nazionali, risposte della Commissione e contributi delle istituzioni regionali.
Si propone anche l’istituzione di riunioni periodiche tra deputati europei e parlamentari nazionali e l’ampliamento della European Parliamentary Week come foro annuale di confronto legislativo.
Il ruolo della Corte di giustizia dell’UE.
Il Parlamento segnala una “scarso ricorso e limitata incisività” del controllo giurisdizionale della Corte di giustizia sui principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il rapporto, infatti, osserva che pochissime cause hanno riguardato tali principi e che la Corte tende a non considerare la mancanza di valutazioni d’impatto come una violazione, senza contare che le specificità nazionali non vengono sempre adeguatamente contemplate.
Tra le proposte più significative — da discutere in vista di una futura revisione dei Trattati — il PE ha parlato di istituzione di una “Corte della sussidiarietà” separata.
foto Laurie Dieffembacq © European Union 2020 – Source : EP
