Il Parlamento europeo rafforza i controlli sul programma AgoraEU: trasparenza e lotta alle frodi al centro degli emendamenti
La commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo ha presentato una serie di emendamenti alla proposta di regolamento che istituisce il programma AgoraEU per il periodo 2028-2034, il nuovo quadro comunitario destinato a succedere ai programmi Erasmus+ e Europa Creativa. Il progetto di parere, redatto dal relatore Csaba Molnár, punta a rafforzare in modo significativo le garanzie finanziarie, la trasparenza e i meccanismi antifrode che governa la gestione dei fondi europei.
Più controlli, meno margini di manovra per i fondi semplificati.
Uno dei nodi centrali degli emendamenti riguarda l’utilizzo dei cosiddetti finanziamenti non collegati ai costi e delle opzioni semplificate in materia di costi. La commissione chiede che questi strumenti, pensati per snellire le procedure burocratiche, non diventino un escamotage per aggirare le regole. Ogni ricorso a tali forme di finanziamento dovrà essere accompagnato da una metodologia chiara, da traguardi verificabili e da conseguenze precise in caso di inadempimento, incluse riduzioni proporzionali delle sovvenzioni e il recupero delle somme già erogate.
OLAF, EPPO e Corte dei conti: nessuna zona franca.
Un filo rosso attraversa l’intero pacchetto di emendamenti: garantire che i principali organismi di controllo dell’Unione, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), la Procura europea (EPPO) e la Corte dei conti, abbiano pieno accesso a tutte le informazioni necessarie, anche classificate, per svolgere audit e indagini. La commissione propone che questo diritto di accesso venga esplicitamente sancito negli accordi con i partner esecutivi e nei contratti con i beneficiari, senza eccezioni.
Paesi terzi nel mirino: regole più stringenti per chi vuole partecipare.
Particolare attenzione è riservata alla partecipazione di paesi non membri dell’UE al programma. Gli emendamenti prevedono che gli accordi di associazione con i paesi terzi contengano clausole esplicite che subordinino la loro partecipazione al rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei valori fondamentali dell’Unione. In caso di violazione, la Commissione dovrà poter sospendere, ridurre o recuperare il sostegno erogato.
Un codice univoco per ogni azione finanziata.
Tra le novità più concrete figura l’introduzione di un identificativo unico per ciascuna azione finanziata nell’ambito del programma. Si tratta di uno strumento pensato per rendere più agevoli i controlli incrociati tra diversi fondi europei ed evitare il rischio di doppio finanziamento, una delle irregolarità più difficili da individuare nella gestione dei programmi comunitari.
Rendicontazione annuale obbligatoria al Parlamento.
Gli emendamenti introducono inoltre l’obbligo per la Commissione di presentare ogni anno, entro il 30 giugno, una relazione dettagliata al Parlamento europeo e al Consiglio sull’attuazione del programma. Il documento dovrà includere dati sull’esecuzione finanziaria, la distribuzione geografica dei fondi, i casi di frode e irregolarità, il ricorso a deroghe nelle procedure di aggiudicazione e le attività di audit svolte nei Paesi terzi.
Infine, la proposta prevede una clausola di riesame: entro il 31 dicembre 2031 la Commissione dovrà presentare una relazione sull’efficacia del quadro di controllo finanziario istituito dal regolamento. Se emergeranno carenze strutturali, come un uso improprio sistematico dei finanziamenti semplificati o un accesso insufficiente agli audit nei Paesi terzi, la Commissione sarà tenuta a presentare entro sei mesi una proposta legislativa correttiva.
Il progetto di parere sarà ora trasmesso alla commissione per la cultura e l’istruzione, competente per il merito, che dovrà pronunciarsi sulla proposta complessiva di regolamento.
