Il Parlamento europeo minaccia di bloccare i negoziati sul bilancio da 2000 miliardi.
Il Parlamento europeo alza le barricate sul bilancio dell’Unione. Con una mossa destinata a rimescolare le carte nei delicati negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, il megabusiness da 2000 miliardi di euro che coprirà il periodo 2028-2034, gli eurodeputati hanno deciso di non avviare alcuna trattativa tecnica finché i governi nazionali non si metteranno d’accordo sulla dimensione complessiva del fondo. Una strategia che, secondo i critici, rischia di far slittare l’intero accordo fino al 2027, con conseguenze concrete per milioni di agricoltori e regioni più povere d’Europa.
“Non inizieremo i triloghi finché non avremo certezza sui numeri”.
A mettere nero su bianco la linea del Parlamento è il capo negoziatore Siegfried Mureșan, eurodeputato del Partito Popolare Europeo: “Non avvieremo i triloghi con il Consiglio sulla legislazione settoriale prima di avere un accordo sul bilancio e la certezza sugli importi”. Una posizione condivisa dalla socialdemocratica Carla Tavares, anch’ella tra i principali negoziatori dell’Assemblea.
Il rischio: pagamenti bloccati per agricoltori e regioni.
La posta in gioco è alta. Un accordo tardivo sul bilancio, l’ipotesi più realistica, secondo i diplomatici, punta al marzo 2027 anziché al dicembre 2026 auspicato dal presidente del Consiglio europeo António Costa , significherebbe ritardi nei pagamenti destinati a sussidi agricoli e fondi strutturali per le aree più svantaggiate del continente. Fondi che, tecnicamente, dovrebbero entrare in funzione già a partire dal 2028.
La proposta della Commissione nel mirino.
Al centro della contesa c’è anche il merito della proposta della Commissione europea, che per il bilancio 2028-2034 ha previsto finanziamenti senza precedenti per difesa e tecnologie strategiche, nel tentativo di colmare il divario competitivo con Stati Uniti e Cina. Una scelta che ha però comportato tagli ai fondi agricoli e la fusione di diversi programmi esistenti , misure che il Parlamento ha apertamente criticato.
Gli eurodeputati sono pronti a chiedere un aumento del 10% rispetto alle cifre proposte dalla Commissione, secondo il documento che sarà votato in plenaria a fine aprile. Una richiesta che si scontrerà quasi certamente con la resistenza di Germania e Paesi Bassi, tradizionalmente i più restii ad aumentare i contributi al bilancio comune.
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