20 Luglio 2026
Europa

Il Parlamento europeo fa causa alla Commissione: “Ha affossato illegittimamente la legge sui brevetti”.

Il Parlamento europeo ha deciso di portare la Commissione Ue davanti alla Corte di giustizia per aver ritirato, senza il consenso dell’Aula, la controversa proposta di regolamento sui standard essential patents (SEP), i brevetti essenziali nel settore delle telecomunicazioni.

Con 334 voti a favore, 294 contrari e 11 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato la prosecuzione dell’azione legale già avviata a inizio mese, accusando la Commissione di aver oltrepassato i propri poteri istituzionali.

Una legge al centro di una feroce battaglia industriale.

La proposta sui SEP – ricorda una recente indagine di Politico.eu – aveva scatenato una delle più accese guerre di lobbying degli ultimi anni: da una parte colossi come Nokia, Ericsson, Qualcomm e Huawei, titolari di migliaia di brevetti fondamentali per il funzionamento di smartphone, auto connesse e dispositivi IoT; dall’altra i produttori che quelle tecnologie le licenziano, in particolare l’industria dell’automotive, desiderosa di norme più chiare e costi più prevedibili.

Il Parlamento aveva trovato un accordo sulla sua posizione negoziale, ma a febbraio la Commissione aveva annunciato l’intenzione di ritirare del tutto il testo, sostenendo che nel Consiglio Ue non ci fosse “alcun accordo prevedibile” e che i lavori si fossero arenati.

Una scelta giudicata “politica” e non tecnica da molti eurodeputati.

Metsola conferma il ricorso.

La presidente del Parlamento, Roberta Metsola, ha messo ai voti la decisione finale in plenaria, nonostante la contrarietà di una maggioranza di destra che avrebbe preferito evitare lo scontro frontale con la Commissione.

Ora la parola passa alla Corte di giustizia dell’Ue, che dovrà stabilire se Bruxelles avesse davvero il diritto di stralciare il testo in autonomia o se abbia calpestato le prerogative dell’unica istituzione eletta dai cittadini.

La Commissione non può zittire il Parlamento europeo.

Il socialdemocratico tedesco René Repasi, promotore del ricorso, ha denunciato apertamente il comportamento della Commissione: “Il diritto di ritirare una proposta non può essere usato come arma politica per aggirare il lavoro del Parlamento o imporre dall’alto un’agenda di deregolamentazione. Questo non è il modo in cui dovrebbe funzionare la democrazia europea”.

foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP