Il Parlamento europeo condanna le violazioni dei diritti umani, la Commissione stanzia miliardi ai regimi.
In un’intensa sessione plenaria, il Parlamento europeo ha adottato tre risoluzioni d’urgenza che puntano i riflettori su gravi violazioni dei diritti umani in tre aree critiche: gli Emirati Arabi Uniti, la Repubblica Centrafricana e, soprattutto, la Siria. Nazione dove la Commissione europea ha ben deciso di far arrivare una pioggia di fondi europei (ben 2,5 miliardi di euro) finanziando, di fatto, il regime guidato dal terrorista (ripulito dalla narrazione Ue) Al Jolani.
Aula di Bruxelles, in particolare, che nell’occasione ha chiesto l’adozione di interventi immediati per proteggere i diritti fondamentali delle persone e i valori democratici.
Negli Emirati Arabi Uniti, il Parlamento ha chiesto la liberazione immediata e incondizionata di Ryan Cornelius, cittadino britannico di 71 anni, detenuto negli Emirati Arabi Uniti dal 2008. Originariamente condannato a dieci anni per presunta frode, la sua pena è stata poi estesa di altri venti anni sulla base della Legge 37/2009, applicata retroattivamente: una pratica che, secondo gli eurodeputati, viola il diritto internazionale.
Gli europarlamentari, si legge nel testo della risoluzione, hanno denunciato le condizioni di detenzione “inumane”, chiedendo la fine del carcere per debiti negli EAU.
Il Parlamento invita inoltre il governo britannico, il Rappresentante speciale UE per i diritti umani e la delegazione UE ad Abu Dhabi ad affrontare con urgenza il caso nelle relazioni bilaterali.
Forte condanna da parte degli eurodeputati anche per l’arresto arbitrario del ricercatore e operatore umanitario Joseph Figueira Martin, cittadino belga-portoghese detenuto nella Repubblica Centrafricana in condizioni definite “inumane e pericolose per la sua vita”.
Per lui il Parlamento ha chiesto la sua immediata liberazione e denunciato la condotta delle milizie armate presenti nel Paese per arresti illegali e attacchi contro ONG e operatori umanitari. Paese, ricordano gli eurodeputati, dove è importante l’influenza delle forze paramilitari russe del gruppo Wagner.
La terza risoluzione, infine, adottata con 625 voti a favore, si è concentrata sulla Siria, dove le minoranze religiose dei cristiani e alawiti sono sempre più bersaglio di violenze. L’Eurocamera, nel dettaglio, ha condannato con fermezza l’attentato terroristico contro la chiesa di Mar Elias a Damasco, avvenuto a giugno, e i continui attacchi contro altri luoghi di culto.
I deputati hanno espresso poi la propria solidarietà alle vittime delle violenze, mettendo in guardia contro la crescente influenza dei membri di Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), guidati da Abu Mohammad al-Jolani – ex membro di al-Qa’ida in Iraq, il gruppo che in seguito divenne l’ISIS. Si tratta del leader di fatto di un governo di transizione, in un contesto nel quale la Commissione europea ha deciso di accordare uno stanziamento pari a 2,5 miliardi di euro per la ricostruzione, vincolato al rispetto di condizioni democratiche e umanitarie.
La risoluzione chiede al governo siriano di avviare indagini indipendenti e trasparenti, garantire la libertà religiosa e assicurare la protezione delle minoranze. Viene anche ribadito il sostegno a una transizione politica basata sui diritti umani, con una giustizia di transizione effettiva, lotta contro l’impunità e rappresentanza inclusiva delle comunità etniche e religiose.
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