Il Parlamento europeo all’Ucraina: “Riforme lodevoli, no al ritiro dal Donbass”
La commissione per gli Affari esteri del Parlamento europeo ha adottato la relazione annuale sull’Ucraina con 54 voti favorevoli, 17 contrari e 5 astensioni, tracciando un bilancio positivo delle riforme avviate da Kiev nel percorso di adesione all’UE, ma lanciando al contempo segnali inequivocabili su pace, sicurezza e ricostruzione.
Il passaggio politicamente più rilevante riguarda i negoziati di pace. Gli eurodeputati ribadiscono con forza che nulla che riguardi l’Ucraina può essere deciso senza l’Ucraina, e che nulla che riguardi l’Europa può essere deciso senza l’Europa, data la portata delle implicazioni per la sicurezza continentale di qualsiasi accordo futuro. In quest’ottica, il Parlamento chiede alla Commissione e agli Stati membri di valutare la nomina di un negoziatore europeo di alto livello con un mandato chiaramente definito per rappresentare l’UE nei colloqui diplomatici.
Gli eurodeputati si spingono anche a criticare esplicitamente la posizione degli Stati Uniti, che hanno subordinato le garanzie di sicurezza americane al ritiro ucraino dal Donbass. Una condizione inaccettabile, secondo Strasburgo, che insiste sulla necessità di fornire a Kiev garanzie di sicurezza credibili , con il coinvolgimento degli Stati membri dell’UE e dei partner e alleati , una volta concluso formalmente il conflitto. Il Parlamento respinge inoltre le pressioni americane affinché l’Ucraina tenga elezioni mentre è ancora in vigore la legge marziale.
Sul fronte interno, la relazione esprime apprezzamento per gli sforzi straordinari compiuti dall’Ucraina nel rafforzare le proprie istituzioni democratiche e nel preservare la separazione dei poteri in tempo di guerra. Vengono elogiati in particolare i progressi nella riforma della giustizia e nella lotta alla corruzione.
Rimangono però aree di miglioramento: gli eurodeputati chiedono di garantire l’integrità delle nomine in ambito giudiziario attraverso procedure trasparenti, di proteggere gli organi anticorruzione da interferenze politiche e di tutelare la libertà di stampa e l’indipendenza dei media. Si segnala inoltre la necessità di affrontare il recente deterioramento dei rapporti tra potere legislativo ed esecutivo, per scongiurare rischi per il pluralismo politico.
Sul capitolo della ricostruzione, il Parlamento ribadisce la propria “ferma convinzione” che la Russia debba rispondere economicamente per le distruzioni causate in Ucraina. Gli eurodeputati chiedono un sostegno finanziario europeo pluriennale e prevedibile per Kiev, in modo da evitare l’incertezza annuale sui fondi per la difesa e la ripresa. Pur accogliendo con favore il recente prestito approvato dall’UE, il Parlamento esprime rammarico per il mancato utilizzo delle giacenze di cassa legate agli asset sovrani russi congelati, e invita la Commissione a continuare a lavorare sugli aspetti tecnici e giuridici di tale strumento.
Un filo conduttore attraversa tutta la relazione: senza un solido Stato di diritto non ci può essere una ricostruzione trasparente né una ripresa economica credibile. È su questo asse , riforme istituzionali, lotta alla corruzione, indipendenza della magistratura , che si gioca, secondo il Parlamento europeo, non solo il percorso di adesione all’UE, ma la fiducia degli investitori internazionali e dei partner strategici nel futuro dell’Ucraina.
