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Il “messaggio di speranza” della Meloni all’Onu: “Pace, dialogo e diplomazia non vincono più”.

Un mondo attraversato da 56 conflitti, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale. Un sistema incapace di fermare le guerre. E un’Onu che, secondo Giorgia Meloni, non riesce più a svolgere il compito per cui è nata nel 1945.

Dal podio dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la presidente del Consiglio ha dipinto (né più né meno di quanto fatto precedentemente dal presidente Donald Trump), un quadro drammatico dello scenario internazionale: “Viviamo una fase storica accelerata e complessa, con grandi opportunità ma densa di pericoli. Ci siamo riusciti a garantire la pace? La risposta è impietosa. Pace, dialogo e diplomazia non riescono più a convincere e a vincere”.

Nel suo discorso – 16 minuti, a tarda sera, in un’aula semivuota – la Meloni ha citato anche le parole di Papa Francesco sulla “terza guerra mondiale combattuta a pezzi”, indicando l’Ucraina e Gaza come i focolai più preoccupanti.

La premier ha riservato un duro attacco alla Russia, accusata di aver “calpestato l’articolo 2 della Carta dell’Onu” e di rifiutare qualsiasi apertura al negoziato, infliggendo “una ferita profonda al diritto internazionale”.

Non meno severa la critica a Israele: “La reazione deve rispettare il principio di proporzionalità e Israele ha superato quel limite, infrangendo norme umanitarie e causando una strage tra civili”. Una posizione che, ha annunciato Meloni, porterà l’Italia a sostenere alcune delle sanzioni proposte dall’Unione europea nei confronti del governo Netanyahu ma non il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Italia. Insomma, il solito buffetto diplomatico italiano.

Sul futuro del conflitto israelo-palestinese, la premier ha poi ribadito la storica linea italiana: adesione alla “Dichiarazione di New York” a favore della soluzione dei due Stati e contrarietà a nuovi insediamenti in Cisgiordania. Ma ha indicato due condizioni imprescindibili per il riconoscimento di uno Stato palestinese: “Il rilascio di tutti gli ostaggi e l’esclusione di Hamas da ruoli di governo”.

foto Governo.it