Il Limbara tra pietre e sequoie
Il Monte Limbara rappresenta uno dei sistemi paesaggistici più significativi del nord-est della Sardegna, fungendo da cerniera naturale tra Gallura e Logudoro. Questo massiccio granitico non è soltanto una struttura geomorfologica rilevante, ma un vero laboratorio a cielo aperto per esperienze formative immersive, dove natura, cultura e percezione del paesaggio si intrecciano in modo sistemico.
Le sue vette principali, tra cui Punta Balistreri e Punta Sa Berritta, offrono visuali ampie che spaziano fino al Lago Coghinas e alla costa nord-occidentale, restituendo una lettura territoriale complessa e stratificata. Il sistema sentieristico attraversa ambienti eterogenei: boschi di sughere e lecci si alternano alla macchia mediterranea, mentre gli affioramenti granitici modellati dagli agenti atmosferici creano forme suggestive e spazi di sosta naturale.
Dal punto di vista ecologico, il Limbara ospita una biodiversità significativa. La flora comprende, oltre alle querce, specie come il corbezzolo, mirto, erica e cisto, con fioriture primaverili che trasformano il paesaggio in un mosaico cromatico dinamico. La presenza di specie endemiche e la variazione altitudinale rendono l’area di grande interesse botanico.
Anche la fauna contribuisce a definire l’identità ecologica del luogo: il muflone, insieme a volpi, cinghiali e rapaci come il falco pellegrino, abita questi ambienti, offrendo opportunità di osservazione rispettosa e consapevole.
L’escursione ad anello, classificata E (escursionistica), si sviluppa per circa 10 km con un dislivello di 400 metri. Il percorso parte da Vallicciola, presso il chiosco“La Baita”, attraversa il suggestivo bosco di sequoie e prosegue verso Punta Giogantinu. La toponomastica locale rivela un forte legame identitario: ogni nome custodisce tracce di storia e relazione profonda tra comunità e territorio, rendendo il cammino anche un’esperienza culturale oltre che naturalistica.
Un percorso alla scoperta della natura e della storia della Gallura
“amori steddu di tutti l’ori di petralana lu battadolu di chistu cori” Monti di Mola di F. de Andrè
La canzone “Monti di Mola” di Fabrizio De André è un brano legato ai paesaggi della Gallura, nel nord della Sardegna, dove si trova anche il Monte Limbara.
Pur non essendo dedicata direttamente al Limbara, la canzone richiama atmosfere simili, fatte di rocce, vento e macchia mediterranea. Nasce dal profondo legame di De André con la Sardegna, dove visse a lungo, e si distingue per il suo stile narrativo e le influenze locali.
Il brano trasmette un senso di autenticità, isolamento e forza del territorio, offrendo una visione poetica e intima della Sardegna più selvaggia e meno turistica.
Vademecum delle buone pratiche per gli escursionisti.
Un’escursione sul Monte Limbara non è solo attività fisica, ma un’esperienza completa di contatto con la natura, da vivere con rispetto e consapevolezza.
E’ consigliato, durante la visita, portare acqua a sufficienza e qualche snack energetico. Ancora, rimanere sui sentieri segnalati per evitare rischi, non raccogliere piante, fiori e rocce: la natura va osservata, non alterata.
Importante, inoltre, mantenere le distanze dagli animali selvatici, ridurre al minimo l’impatto ambientale ed evitare rumori eccessivi per rispettare la quiete del luogo e della fauna.
Infine, è raccomandata una mappa o un dispositivo GPS e comunicare a qualcuno/a l’itinerario. In caso di emergenza, è buona norma mantere la calma e contattare i soccorsi.
foto Gina Marano
