17 Marzo 2026
Cultura

Il Lago dei cigni secondo Angelin Preljocaj al Teatro Lirico di Cagliari: una rilettura contemporanea tra poesia e visione

Venerdì 20 febbraio alle ore 20, per quattro serate inserite nella Stagione di danza 2025-2026 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il Ballet Preljocaj con una delle riletture più audaci e contemporanee del repertorio classico: Il lago dei cigni firmato da Angelin Preljocaj. Lo spettacolo, creato nel 2020 per 26 ballerini, rappresenta il secondo appuntamento del cartellone dedicato alla danza e propone al pubblico una visione nuova di uno dei titoli più emblematici della storia del balletto.

Partendo dal capolavoro del balletto russo composto da Pëtr Il’ič Čajkovskij e originariamente coreografato da Marius Petipa e Lev Ivanov, il coreografo francese di origine albanese costruisce una narrazione capace di dialogare con il presente, affiancando alla partitura originale arrangiamenti contemporanei firmati dal collettivo 79D. Il risultato è uno spettacolo che conserva il fascino del classico ma lo reinterpreta attraverso un linguaggio coreografico moderno e visionario.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari debutta l’inglese Alice Farnham, chiamata a guidare la componente musicale di una produzione che si avvale anche dei video di Boris Labbé, delle luci di Éric Soyer e dei costumi firmati da Igor Chapurin. Per il Ballet Preljocaj si tratta di un ritorno a Cagliari a oltre dieci anni dall’ultima esibizione, avvenuta nel maggio 2013 con Les Nuits.

La sfida artistica di Preljocaj è quella di confrontarsi con il balletto più iconico della tradizione classica trasformandolo in un racconto contemporaneo senza tradirne l’essenza. Dopo Biancaneve e Romeo e Giulietta, il coreografo torna alla dimensione narrativa, intrecciando elementi poetici e temi attuali. In questa versione, la storia si sposta su un piano che unisce realtà e dimensione fantastica, introducendo questioni ambientali, psicologiche e politiche.

Odette diventa una giovane sensibile alle tematiche ecologiche, mentre Siegfried è il figlio di un potente imprenditore legato all’industria delle perforazioni. Sullo sfondo, il lago dei cigni si trasforma in luogo simbolico di scontro tra natura e interessi economici. Rothbart, qui reinterpretato come un magnate corrotto, scopre un giacimento di energia fossile e, temendo che Odette possa ostacolare i suoi piani, la trasforma in cigno attraverso i suoi poteri.

Il risultato è un Lago dei cigni che mantiene intatta la magia del balletto classico, arricchendola però di una nuova prospettiva contemporanea e di un dialogo aperto con le sfide del nostro tempo.