15 Settembre 2026
Politica

Il decreto del 1975 che non si riesce a cambiare: la riforma dei requisiti igienico-sanitari delle case attende da nove anni

Doveva arrivare entro 90 giorni. Era il 2016. Sono passati nove anni, tre governi, un decreto Salva Casa e innumerevoli promesse, ma il nuovo regolamento che dovrebbe sostituire le norme sui requisiti igienico-sanitari delle abitazioni , ancora ferme al decreto ministeriale del 5 luglio 1975 (noto come “decreto Sanità” o DM 75) , non è ancora legge.

Nel frattempo, l’Italia continua a costruire e ristrutturare case applicando standard pensati mezzo secolo fa, in attesa di una riforma che sembra sempre imminente e non arriva mai.

La storia di questo decreto è, francamente, emblematica dei tempi della burocrazia italiana.

Il nuovo regolamento che dovrebbe sostituire il DM 1975 ha una storia quasi comica nella sua drammaticità. Il DM del Ministero della Salute sarebbe dovuto arrivare entro 90 giorni dal decreto SCIA 2 del 2016, quindi entro marzo 2017. Sono passati nove anni.

A circa 8 anni di distanza dalla disposizione che prevedeva la definizione dei requisiti igienico-sanitari di carattere prestazionale degli edifici, lo schema di regolamento predisposto dal Ministero della Salute è finalmente approdato in Conferenza Stato-Regioni ma l’intesa non risulta ancora raggiunta.

Nel frattempo, a marzo 2026 le voci tecniche più autorevoli chiedono di completare l’iter del regolamento del 2023 in Conferenza Stato-Regioni, valutando eventuali modifiche per aggiornarlo, con coinvolgimento delle categorie professionali. Il fatto che ancora si chieda di “sbloccare l’iter” a distanza di anni dice tutto.

Non esiste, dunque, una scadenza vincolante, e il precedente , nove anni di ritardo su una norma che doveva uscire in 90 giorni , suggerisce prudenza. L’iter in Conferenza Stato-Regioni , inoltre, richiede il raggiungimento di un’intesa tra Stato e Regioni, che storicamente può bloccarsi su competenze, risorse e interessi divergenti. Una volta ottenuta l’intesa, il decreto deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Una stima realistica, in assenza di accelerazioni politiche, è non prima del 2027, ma potrebbe slittare ulteriormente. Nel frattempo, il Salva Casa 2024 continua a fare da rattoppo normativo su una riforma strutturalmente incompiuta.