Europa

Il Cremlino accusa Berlino: “La Germania spinge verso un confronto diretto”.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha duramente criticato le recenti affermazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz riguardo l’autorizzazione concessa a Kiev per l’uso di armi a lungo raggio contro obiettivi in territorio russo. Secondo Peskov, tale condotta rappresenta (a ragione) un pericoloso passo avanti verso l’escalation, rischiando di compromettere i delicati tentativi di avviare un processo di pace tra la Russia e l’Ucraina.

Azioni, ancora, che dimostrano la volontà dell’Ue di mantenere alto il livello dello scontro fino a quando non sarà riconosciuto ai vari “egocentrici leader” europei un posto ufficiale al tavolo dei negoziati tra Russia, Ucraina e Stati Uniti.

Peskov ha poi sottolineato come la decisione di Merz distoni con le dichiarazioni degli esponenti del suo stesso governo: “Il cancelliere tedesco ha confuso tutti. Solo un giorno prima, esponenti del suo stesso governo avevano dichiarato il contrario. Una decisione estremamente pericolosa – ha aggiunto il portavoce di Putin – che ci avvicina sensibilmente a un confronto diretto. È una mossa che contrasta nettamente con i fragili tentativi di pace appena avviati”.

Nel corso di un’intervista televisiva con il giornalista Pavel Zarubin, Peskov ha inoltre accusato Stati Uniti e Unione Europea di ignorare deliberatamente gli attacchi ucraini con droni contro obiettivi civili in territorio russo, in particolare nelle regioni di Belgorod e Kursk.

“Quando si tratta di attacchi che colpiscono ambulanze o strutture civili in Russia, né gli europei né gli americani sembrano voler vedere. Ma appena succede qualcosa in Ucraina, tutti suonano la stessa tromba”. Una dichiarazione, se ci fosse il bisogno di rimarcarlo, critica verso i cosiddetti “valori notizia” e “doppi standard” dell’informazione “democratica” europea.

foto Kremlin.ru