Il credito bancario italiano accelera
Il Rapporto Mensile dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) relativo ad aprile 2026 fotografa un sistema bancario italiano in buona salute, con prestiti in crescita, tassi in discesa e crediti deteriorati ai minimi storici.
Prestiti in ripresa sostenuta.
Il dato più significativo riguarda l’andamento dei prestiti a famiglie e imprese, cresciuti del 2,4% su base annua a marzo 2026, in accelerazione rispetto al +2,2% di febbraio. Si tratta di una tendenza che prosegue ininterrottamente da marzo 2025, segnando un deciso cambio di rotta rispetto agli anni precedenti, durante i quali il credito aveva registrato contrazioni anche significative (–2,9% nel solo 2024).
Guardando alle singole categorie, le famiglie hanno registrato il quindicesimo mese consecutivo di incremento, con una crescita del 2,6% a febbraio 2026. Le imprese, dal canto loro, sono al nono mese consecutivo di espansione, con prestiti in aumento dell’1,8% nello stesso periodo.
Tassi in calo: un sollievo per famiglie e aziende.
Sul fronte dei tassi di interesse, il quadro è decisamente favorevole rispetto ai picchi raggiunti a fine 2023. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,26% a marzo 2026, dal 5,45% di dicembre 2023. Analogo andamento per i mutui per l’acquisto di abitazioni, con il tasso medio che si è portato al 3,36%, rispetto al 4,42% di poco più di due anni fa.
Il tasso medio complessivo sul totale degli impieghi si è stabilizzato al 3,98%, invariato rispetto al mese precedente.
La raccolta tiene, le obbligazioni tornano a crescere.
Anche sul fronte della raccolta le notizie sono positive. La raccolta diretta complessiva (depositi e obbligazioni) è cresciuta del 2,6% su base annua a marzo 2026. Particolarmente interessante il rimbalzo delle obbligazioni bancarie, salite dell’1,5% rispetto all’anno precedente, dopo mesi di crescita più contenuta.
La raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha registrato un incremento di quasi 79 miliardi di euro tra febbraio 2025 e febbraio 2026, a conferma di una rinnovata propensione al risparmio e all’investimento da parte delle famiglie italiane.
Il rendimento sui depositi resta contenuto.
Il tasso medio sui nuovi depositi a durata prestabilita si è attestato al 2,09% a marzo 2026, superiore alla media dell’area euro (1,88% a febbraio). Il tasso sui conti correnti rimane invece molto basso, allo 0,28%, sebbene in netto rialzo rispetto al quasi-zero del giugno 2022 (0,02%), prima del ciclo di rialzi della BCE.
Lo spread tra i tassi sui nuovi prestiti e quelli sulla nuova raccolta ha raggiunto i 191 punti base, un margine che riflette ancora una certa selettività del sistema nella trasmissione del calo dei tassi alla clientela.
Crediti deteriorati: un record positivo.
Forse il dato più confortante dell’intero rapporto riguarda la qualità del credito. I crediti deteriorati netti si sono ridotti a 27,6 miliardi di euro a febbraio 2026, in calo rispetto ai 30 miliardi di settembre 2025 e ai 31,3 miliardi di fine 2024. Si tratta di un crollo epocale rispetto al picco di 196,3 miliardi toccato nel 2015: in poco più di un decennio, le banche italiane hanno ripulito i propri bilanci di quasi 169 miliardi di crediti problematici.
In termini relativi, i crediti deteriorati netti rappresentano ora appena l’1,32% del totale degli impieghi, contro il 9,8% del dicembre 2015. Un risultato che testimonia la profonda trasformazione del sistema bancario italiano negli ultimi anni.
foto Banca d’Italia
