12 Maggio 2026
Politica

Il Consiglio regionale sardo si riunisce: mandorli, trenini e protezione civile. I temi caldi possono aspettare

Domani mattina, alle 10:30, il Consiglio regionale della Sardegna si riunirà per affrontare “le grandi questioni” che tengono svegli i sardi la notte. Non lo spopolamento, non il caro vita. Non il lavoro che manca. No: all’ordine del giorno ci sono il mandorlo sardo e il trenino verde.

La valorizzazione del mandorlo: priorità assoluta.

Il “piatto forte” della seduta è il Testo Unificato n. 22-98-111/A, dedicato agli “Interventi per la valorizzazione della coltura del mandorlo”. Una proposta che, intendiamoci, potrà avere anche la sua utilità nel contesto dell’agricoltura isolana. Ma che diventa grottesca se inserita nel quadro di un’isola che perde abitanti a ritmo sostenuto e dove i giovani fuggono e i borghi si svuotano. Nell’agenda dei 60 consiglieri regionali, il mandorlo , dunque, viene prima di tutto il resto. Difficile dargli torto: le priorità, si sa, vanno stabilite con cura.

Il trenino verde: modifiche urgentissime.

Non da meno è il Testo Unificato n. 195-196/A, che apporta modifiche alla legge regionale sulle ferrovie turistiche della Sardegna e sulla Fondazione Trenino Verde Storico. Una legge approvata appena tre mesi fa , il 6 febbraio 2026 , e già bisognosa di ritocchi. Segno, forse, di una produzione legislativa tanto frenetica quanto poco meditata.

Il regolamento interno: i magnifici 60 di via Roma pensano a sé stessi.

A completare il quadro, la proposta di modifica del Regolamento interno n. 2/A. Perché quando non si sa cosa fare per i cittadini, si può sempre lavorare sulle proprie regole di ingaggio. Una tradizione politica consolidata, quella di auto-riformarsi, che in questo caso suona come l’ennesima conferma di un’assemblea ripiegata su sé stessa.

La distanza siderale dalla realtà.

Il punto non è che queste materie siano tutte irrilevanti in assoluto. Il punto è la proporzione, la gerarchia delle urgenze, il segnale politico che emerge da un ordine del giorno simile in un momento simile.

È lecito chiedersi: con una classe dirigente così ostentatamente avulsa dalla realtà, dove si vuole arrivare? La Sardegna ha bisogno di risposte strutturali sullo spopolamento, sul lavoro giovanile, sulle aree interne abbandonate. Ha bisogno di una politica capace di guardare lontano. Quello che ha, per ora, è un Consiglio regionale che domani mattina discuterà di mandorli.