Il Comandante supremo della NATO: “Imparare dall’Ucraina per innovare più rapidamente”.
La guerra in Ucraina ha (cinicamente) trasformato il campo di battaglia in un laboratorio di innovazione. È da questa realtà che la NATO intende prendere esempio. Lo ha dichiarato il generale dell’Aeronautica Alexus G. Grynkewich, Comandante supremo Alleato in Europa (SACEUR), intervenendo al simposio LANDEURO 2025 a Wiesbaden, in Germania.
“Chiunque abbia studiato l’arte della guerra sa che non c’è nulla come il combattimento per stimolare l’innovazione: quando la tua vita dipende da ciò che fai, cambi rapidamente strategia”, ha spiegato Grynkewich.
Secondo il generale, l’invasione russa del 2022 ha segnato una svolta nell’evoluzione della guerra moderna, evidenziando come la necessità di innovare in tempi rapidi si manifesti oggi in un contesto digitale, dominato da droni e tecnologie di “produzione additiva”.
“Una delle lezioni più importanti – ha sottolineato – è che dobbiamo creare nei nostri eserciti meccanismi capaci di replicare la velocità d’innovazione mostrata dagli ucraini. A livello di brigata, collaborano direttamente con partner industriali e sviluppano soluzioni non in anni, ma in giorni”.
Questa capacità di adattamento e risposta rapida, emersa con forza nell’esperienza bellica ucraina, rappresenta per la NATO un esempio da seguire. Grynkewich ha invitato i leader militari e l’industria della difesa – sia europei che americani – a lavorare insieme per fornire capacità concrete nel più breve tempo possibile.
“La NATO ha una lista della spesa ben precisa, basata sui nostri piani strategici. Il compito dell’industria è consegnare in tempi rapidi. E il nostro compito, come leader, è creare le condizioni affinché ciò sia possibile, riformando i nostri processi di acquisizione”, ha affermato.
Il generale ha insistito poi sulla necessità di agire con urgenza. “Abbiamo bisogno di capacità reali, subito. Non possiamo più accontentarci di promesse per il futuro. Servono risultati visibili negli eserciti, nelle forze aeree e nelle marine dell’Alleanza”.
Per raggiungere questo obiettivo, secondo Grynkewich, l’industria della difesa su entrambe le sponde dell’Atlantico dovrà operare come un sistema unico e pienamente mobilitato.
“Non è una scelta tra Europa o Nord America. Dobbiamo costruire una base industriale integrata, capace di fornire capacità e quantità all’intera alleanza”, ha detto.
Infine, Grynkewich ha ricordato un recente traguardo storico raggiunto dalla NATO: lo scorso mese, gli alleati hanno concordato di destinare il 5% del PIL nazionale alla difesa.
“Questo dimostra che la volontà politica c’è. Ogni Paese dell’Alleanza sta mettendo risorse reali dietro ai requisiti operativi. Ora dobbiamo trasformare questi impegni in capacità tangibili”, ha concluso.
Dichiarazioni che si spera possano orientare chi presenta ancora dubbi circa le reali resistenze alla pace e alla diplomazia con la Federazione Russa…
foto Army Maj. Nicholas Chopp
