23 Aprile 2026
Europa

Il caso islandese. Von der Leyen sotto accusa: “Evita le domande non preparate?”.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, è finita al centro di una polemica dopo la sua recente visita in Islanda, dove durante una conferenza stampa congiunta a Reykjavík un giornalista locale l’ha incalzata su presunti filtraggi preventivi delle domande.

Il cronista islandese ha infatti denunciato che ai media era stato chiesto di inviare i quesiti per iscritto con un giorno di anticipo, una pratica che – se confermata – solleverebbe dubbi sulla trasparenza e sulla libertà d’informazione nelle comunicazioni istituzionali dell’UE.

“Quando il giornalista ha chiesto provocatoriamente se la presidente fosse “incapace di rispondere a domande non preparate”, von der Leyen ha replicato, visibilmente sorpresa: “La seconda parte della domanda non mi è nota”, lasciando intendere di non essere a conoscenza di alcuna richiesta preventiva“, ha ricordato l’eurodeputata dell’Europa delle Nazioni Sovrane, Christine Anderson.

L’interrogazione dell’euroscettica.

L’episodio ha spinto l’eurodeputata tedesca Christine Anderson (European Sovereignty Network – ESN) a presentare un’interrogazione scritta chiedendo chiarimenti ufficiali alla Commissione: “In quante occasioni, dal 2019, ai giornalisti è stato chiesto di presentare in anticipo le domande in eventi pubblici con la presidente? Chi ha avanzato la richiesta ai giornalisti e quali misure concrete Bruxelles intenda adottare per garantire che i giornalisti possano sempre porre domande non filtrate, pubblicando regole chiare di ingaggio per la stampa?”.

La risposta della Commissione: “Nessuna restrizione alla libertà di domande”.

Nella risposta ufficiale, la Commissione ha respinto ogni accusa di censura o limitazione alla libertà dei media, sottolineando di “attribuire la massima importanza alla trasparenza e alla libertà di stampa”.
“Una stampa libera e indipendente è essenziale per un dibattito pubblico informato – si legge nella nota della presidente von der Leyen – e la Commissione si impegna a mantenere i più alti standard di accessibilità e apertura nei rapporti con i media”.

Bruxelles precisa inoltre che, prima delle conferenze stampa internazionali, il team comunicazione della presidente si coordina con gli uffici stampa locali “per individuare i temi di interesse dei media nazionali” e per gestire gli aspetti logistici dell’evento, come l’accreditamento o la capienza delle sale.

Nel caso specifico dell’incontro con la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la Commissione afferma di aver contattato l’ufficio stampa del Ministero degli Esteri islandese solo per “aspetti organizzativi” e non per controllare o selezionare le domande dei giornalisti.

Un caso che riaccende il dibattito sulla comunicazione istituzionale europea.

La vicenda ha alimentato un più ampio dibattito sul rapporto tra Bruxelles e la stampa, in particolare sulla crescente gestione centralizzata delle comunicazioni della Commissione.
Alcuni osservatori vedono nella risposta ufficiale un tentativo di minimizzare una prassi potenzialmente restrittiva, mentre altri difendono l’approccio della presidente come una misura di coordinamento e professionalità in contesti internazionali complessi.

foto https://www.president.gov.ua/