14 Settembre 2026
Sardegna

Il “cambiamento” secondo la Regione Sardegna: stessi bandi, stesso sito e stesso immobilismo

C’era una volta il “governo del cambiamento” ma, collegandosi alla pagina del sito istituzionale della Regione Sardegna, il cambiamento, misteriosamente, non si trova. O meglio: si trova tutto tranne quello.

Scorrendo l’elenco delle ultime novità pubblicate, l’effetto è quello di un déjà-vu perenne, una sorta di loop temporale amministrativo in cui il calendario segna il 2026 ma i contenuti sembrano fotocopiati, con minime variazioni di date, dalle legislature precedenti.

Contributi alle associazioni cooperativistiche, bandi per l’apicoltura, proroghe per i titoli viticoli, il consueto calendario venatorio: tutto rigorosamente identico a se stesso, anno dopo anno, coalizione dopo coalizione, promessa dopo promessa.

Un florilegio di ordinaria amministrazione.

Si va dall’avviso “AMA DE” per i percorsi socio-educativi rivolti ai detenuti , lodevole iniziativa, per carità, ma non esattamente una novità rivoluzionaria, al bando per il supporto agli studenti con disabilità, passando per il “Premio Luigi Crespellani”, che con i suoi 100mila euro dovrebbe premiare “i progetti più innovativi” degli enti locali. Innovazione a parte, sia chiaro: quella la si lascia agli enti locali, mentre la Regione si limita, con encomiabile pazienza burocratica, a distribuire moduli e proroghe.

I bandi della Regione Sardegna
I bandi della Regione Sardegna

E proprio le proroghe sembrano essere il vero core business del “cambiamento” sardo: proroga al 31 luglio 2027 per i titoli viticoli colpiti da eventi calamitosi, proroga al 31 agosto per i progetti del Terzo settore, proroga per le domande di sostegno all’apicoltura, riapertura dei termini per “L’Artigiano in Fiera”, riapertura dei termini per il TTG Travel Experience.

I bandi della Regione Sardegna
I bandi della Regione Sardegna

“Nidi gratis” e la matematica creativa delle scadenze.

Un caso a parte merita l’iniziativa “Nidi gratis”, il cui avviso per i fabbisogni comunali 2026 apre le domande… a settembre 2026. Una tempistica che definire curiosa è quasi un eufemismo, ma che rientra perfettamente nello spirito generale della pagina: tutto arriva, prima o poi, con la puntualità di un treno regionale sardo.

I bandi della Regione Sardegna
I bandi della Regione Sardegna

Il vero capolavoro: lo spopolamento fermo a gennaio.

Ma se c’è un settore in cui l’ironia lascia il posto all’amarezza, è quello dello spopolamento , il tema identitario per eccellenza dell’entroterra sardo, quello che dovrebbe rappresentare la priorità assoluta di qualsiasi “governo del cambiamento” che si rispetti. Ebbene, la pagina dedicata alle “Misure anti-spopolamento” risulta ferma, nelle sue ultime notizie, al mese di gennaio 2026. Sei mesi di silenzio istituzionale su uno dei problemi più urgenti dell’isola, mentre altrove si susseguono bandi su bandi per apicoltura, alberghi diffusi e fiere artigianali.

Il sospetto, neanche troppo velato, è che alcune sezioni del sito regionale siano ormai diventate più simili a landing page che a reali strumenti di servizio per i cittadini: vetrine dove la comunicazione istituzionale si accende sui soliti temi. Può definirsi ancora il “governo del cambiamento” l’attuale mucchio selvaggio alla guida dell’Isola nella XVII Legislatura?

Sardegnaimprese: il sito che dovrebbe sostenere le imprese.

Chi poi avesse la (dis)avventura di consultare il portale “Sardegnaimprese”, troverebbe un’esperienza utente che definire confusionaria sarebbe generoso: informazioni disperse, navigazione poco intuitiva, un’efficacia comunicativa che definire “migliorabile” è un atto di cortesia giornalistica.

Alla fine, sfogliando l’elenco delle “opportunità” regionali, viene da chiedersi cosa esattamente sia cambiato, al netto degli slogan. I bandi ci sono, le proroghe pure, gli avvisi si susseguono con encomiabile regolarità burocratica.

Manca, semmai, quella visione d’insieme che dovrebbe distinguere un progetto di governo da una semplice gestione dell’ordinario e manca, soprattutto, un’attenzione reale verso i problemi strutturali dell’isola, spopolamento in testa, che restano relegati a pagine web ferme nel tempo.

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