Il Belgio fa pressione sull’Italia: “L’esproprio dei beni russi comporta rischi seri”.
Il Belgio ha persuaso l’Italia che procedere all’esproprio degli asset sovrani russi congelati potrebbe generare rischi considerevoli. Lo ha scritto su X il ministro belga della Difesa e del Commercio Estero, Theo Francken.
“Il mio messaggio è chiaro: il Belgio non esproprierà i beni russi né li consegnerà all’Ucraina senza garanzie europee contro cause legali e richieste di restituzione”, ha affermato Francken. “Continueremo a sostenere l’Ucraina, ma non cambieremo posizione: i rischi sono troppi. Ora anche l’Italia lo ha compreso”.
La maggior parte degli oltre 210 miliardi di euro di asset sovrani russi congelati nell’UE è bloccata sulla piattaforma Euroclear, in Belgio, che teme di essere il principale bersaglio di eventuali ritorsioni da parte di Mosca. Il precedente ambasciatore russo a Bruxelles, Denis Gonchar, aveva già avvertito che qualsiasi forma di esproprio sarebbe considerata un furto e che la risposta russa sarebbe immediata, costringendo l’Occidente a “fare i conti con le proprie perdite”.
Al vertice del 23 ottobre, il Belgio aveva bloccato il piano della Commissione europea proprio per il timore di ritorsioni, chiedendo garanzie che eventuali perdite finanziare sarebbero state ripartite tra tutti i Paesi del blocco.
La decisione è stata rinviata a dicembre: il Consiglio europeo ha incaricato la Commissione di elaborare diverse opzioni di finanziamento per il periodo 2026-2027. La Commissione, dal canto suo, continua a ribadire che l’esproprio degli asset russi resta una priorità.
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