13 Giugno 2026
EuropaPolitica

Il 6% dei giovani europei vive una grave deprivazione materiale. Tra i 15 e i 29 anni, uno su quattro è a rischio povertà.

Nel 2024, il 5,8% dei giovani tra i 15 e i 29 anni nell’Unione Europea ha vissuto in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale. È quanto emerge dai dati Eurostat pubblicati oggi, che fotografano un disagio diffuso ma leggermente inferiore a quello rilevato nella popolazione generale (6,4%).

I livelli più alti di deprivazione giovanile si registrano in Bulgaria (17,2%), Romania (14,7%) e Grecia (14,4%). All’estremo opposto, meno del 3% dei giovani si trova in questa condizione in dieci Paesi membri, tra cui Croazia, Slovenia, Polonia, Estonia, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Lettonia, Cipro, Irlanda e Portogallo.

Se si guarda all’indicatore complessivo di rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE), la situazione appare ancora più preoccupante: nel 2024, il 24,1% dei giovani europei era esposto a una di queste condizioni, con un’incidenza superiore di 3,1 punti percentuali rispetto alla media della popolazione totale (21%).

Il rischio di povertà monetaria tra i giovani, inoltre, ha raggiunto il 19,2%, contro il 16,2% della popolazione complessiva. Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale è, invece, al 5,8% per i giovani, mentre la quota di giovani in famiglie a bassissima intensità lavorativa si attesta all’8,2%, lievemente superiore rispetto al 7,9% del totale.

Dati che sottolineano la vulnerabilità della fascia giovanile in Europa, ancora fortemente esposta a instabilità economica, precarietà occupazionale e carenze nei servizi di inclusione.