IA: la disinformazione conta per il 55% degli italiani. Giovani tra i target più colpiti.
La disinformazione, per il 55% degli italiani, rappresenta un problema globale che minaccia salute pubblica, la democrazia e la coesione sociale, E’ quanto emerge da una indagine Ipsos.
Lo studio suggerisce che per contrastare i deepfake sono necessarie informazioni e formazione, specie per i soggetti piu’ a rischio, come gli under35, lo sviluppo ed adozione di soluzioni tecnologiche, strumenti e protocolli per aumentare la velocita’ di reazione, ma anche norme, regole e controlli adeguati all’evoluzione tecnologica.
In particolare, secondo l’indagine Ipsos in Italia sono gli anziani e le persone poco informate i target considerati piu’ a rischio deepfake. Nell’ordine, gli anziani per il 46%, le persone disinformate per il 39%, le persone con bassa istruzione per il 23%, i giovani per il 18%. Sul fronte Europeo, per i giovani (16-30 anni) della Ue la disinformazione e misinformazione sono la piu’ grave minaccia per la democrazia. Informazioni false e/o fuorvianti che circolano online e offline sono una minaccia per il 34% dei giovani Ue in questa fascia di eta’, mentre l’insicurezza economica e le disuguaglianze costituiscono una minaccia per il 32%, e la diminuzione dei livelli di tolleranza e rispetto nelle societa’ lo sono per il 27% di questi giovani europei.
Eppure, nonostante le crescenti criticità, tali questioni non sembrano rientrare tra le priorità del programma Erasmus+, Creative Europe e, in particolare, all’interno del processo di valutazione delle proposte progettuali, come ricordano i valutatori della stessa Agenzia Italiana per la Gioventù, i quali non sembrano aver compreso tale criticità, come facilmente desumibile dalle incongruenti valutazioni prodotte ad ogni round di finanziamento dei programmi per i giovani.
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