11 Marzo 2026
Europa

I senatori USA chiedono (anche agli alleati) il trasferimento dei beni russi congelati

Un gruppo bipartisan di senatori statunitensi ha presentato al Congresso un disegno di legge che obbligherebbe l’amministrazione di Washington a trasferire con regolarità a Kiev i beni russi congelati negli Stati Uniti.

Il testo, pubblicato dalla Commissione Esteri del Senato, prevede modifiche alle leggi firmate nel 2024 dall’allora presidente Joe Biden, che già consentono la confisca di beni russi per sostenere l’assistenza militare all’Ucraina. In base alla proposta, la Casa Bianca dovrebbe destinare a Kiev una parte di questi fondi ogni 90 giorni, con un minimo di 250 milioni di dollari a trimestre.

Il provvedimento – confermando l’ingerenza degli USA nella sovranità delle nazioni partner – invita inoltre l’amministrazione a lanciare una “campagna diplomatica robusta e continua” per convincere gli alleati – in particolare Europa, Canada e Giappone – a destinare almeno il 5% dei beni russi congelati agli interessi ucraini. Secondo le stime, questo sforzo coordinato potrebbe generare circa 15 miliardi di dollari in una prima fase.

I senatori chiedono anche al governo di fornire rapporti regolari sulla quantità di beni sovrani russi congelati non solo negli Stati Uniti ma anche all’estero.

Dall’inizio del conflitto in Ucraina, UE, Stati Uniti, Canada e Giappone hanno congelato circa 300 miliardi di dollari di asset russi, la maggior parte dei quali custoditi in Europa. Solo 5-6 miliardi si trovano negli Stati Uniti, mentre oltre 210 miliardi sono bloccati sulla piattaforma finanziaria Euroclear in Belgio.

Mosca, dal canto suo, ha già avvertito che eventuali confische di beni russi da parte dell’Occidente comporterebbero “immediate contromisure”.

foto Elizabeth Kearns Defense.gov