L’Ue rafforza la cooperazione con i Balcani occidentali contro l’estremismo.
L’Unione Europea (diversamente dalle sue agenzie e call mirate a sostenere progetti dallo scarso impatto e valore critico) prova a compiere un nuovo passo nel rafforzamento dei legami di sicurezza con i Paesi dei Balcani occidentali. Nel corso del Forum ministeriale Ue–Balcani occidentali su Giustizia e Affari Interni, in programma a Sarajevo, il commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, ha annunciato la firma di nuovo Piano d’Azione congiunto per la prevenzione e il contrasto al terrorismo e all’estremismo violento.
Brunner: “Regione destinata a entrare nell’Ue”.
“La regione dei Balcani occidentali non è solo nostra vicina: è destinata a diventare parte dell’Unione Europea”, ha dichiarato Brunner. “Con la firma di questo Piano d’Azione facciamo un altro passo avanti nel consolidamento della cooperazione sulla sicurezza”. Ma, contrariamente a tanto entusiamo e ottimismo va rimarcato, soltanto con riferimento alla Bosnia, che sono ancora molte le fratture tra la popolazione serbo-bosniaca nella Republika Srpska e quella croato-musulmana maggioranza nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina. Senza contare l’eterna frizione tra croati e serbi e, ancora, tra kosovari e serbi, come ricorda la quotidiana cronaca politica.
Obiettivo: contrastare minacce emergenti.
Il nuovo piano mira a rafforzare il coordinamento contro minacce tradizionali e nuove forme di terrorismo, includendo la radicalizzazione online, l’uso improprio di droni e il ricorso alle criptovalute per il finanziamento di attività terroristiche
Secondo la Commissione, la sicurezza dei Balcani occidentali è “strettamente legata” a quella dell’Ue, e richiede strumenti comuni per rispondere a rischi in evoluzione.
I cinque pilastri del piano.
Il programma rafforzerà le capacità operative e legislative dei Paesi partner con l’obiettivo di allineare le norme sull’antiterrorismo alla normativa Ue, prevenire l’estremismo e la radicalizzazione, migliorare la cooperazione con l’Europol e contrastare il finanziamento del terrorismo.
Un percorso iniziato nel 2018.
Il nuovo accordo rientra nella Strategia europea per la sicurezza interna – ProtectEU, presentata nell’aprile 2025, e aggiorna il precedente piano di cooperazione avviato nel 2018.
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