17 Luglio 2026
Europa

I partner dell’Ue. In Siria continuano gli attacchi contro la comunità cristiana greco-ortodossa

Le violenze contro la comunità cristiana greco-ortodossa nella città siriana di Al-Suqaylabiyah approdano al Parlamento europeo. L’eurodeputata greca Afroditi Latinopoulou (Patrioti per l’Europa) ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea chiedendo iniziative concrete per la tutela delle minoranze religiose in Siria e una risposta più incisiva dell’Unione europea agli episodi di violenza segnalati nelle ultime settimane.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, gli attacchi avrebbero colpito residenti e luoghi di culto della comunità cristiana locale, inserendosi in un quadro più ampio di crescente insicurezza per le minoranze religiose nel Paese. L’eurodeputata denuncia quella che definisce una risposta insufficiente da parte dell’Unione europea e chiede se Bruxelles intenda affrontare il tema nei contatti diplomatici con le autorità e gli attori coinvolti, valutando anche eventuali misure sanzionatorie.

Nella risposta fornita il 15 giugno 2026 a nome della Commissione europea, l’Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha ribadito l’impegno dell’Unione a favore di una transizione inclusiva in Siria dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, avvenuta nel dicembre 2024.

Secondo Bruxelles, una pace stabile e duratura può essere costruita soltanto attraverso un processo politico che garantisca pari diritti e rappresentanza a tutti i cittadini siriani, indipendentemente dall’appartenenza etnica o religiosa. L’Unione europea continua inoltre a chiedere a tutte le parti coinvolte di proteggere il patrimonio culturale e i luoghi di culto presenti nel Paese.

Per quanto riguarda gli episodi denunciati ad Al-Suqaylabiyah e in altre aree della Siria, l’Ue sottolinea di aver sollecitato indagini approfondite e l’accertamento delle responsabilità per tutti gli autori delle violenze. Questi temi, precisa la Commissione, sono al centro del dialogo con le autorità di transizione siriane e vengono considerati essenziali per il successo del processo di riconciliazione nazionale.

Bruxelles richiama inoltre il nuovo Partenariato politico Ue-Siria, presentato durante la visita nel Paese dei presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea, con l’obiettivo di sostenere la transizione politica, la ricostruzione e la riconciliazione nazionale. Lo scorso 11 maggio 2026 si è svolto a Bruxelles il primo Dialogo politico ad alto livello tra l’Unione europea e la Siria, nel quale è stata ribadita la necessità di un percorso realmente inclusivo per ricostruire il tessuto sociale del Paese.

La Commissione evidenzia infine che l’Unione continua a monitorare con attenzione il rispetto dei diritti umani di tutte le comunità siriane e a sostenere iniziative volte ad assicurare la piena responsabilità degli autori delle violazioni, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, militare o religiosa. Nel maggio e nel giugno 2025 l’Ue ha introdotto nuove misure restrittive contro soggetti ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e conferma che continuerà a valutare l’evoluzione della situazione sul terreno.

Secondo Bruxelles, la tutela delle comunità etniche e religiose più vulnerabili rappresenta una condizione indispensabile per evitare nuove divisioni settarie, rafforzare la coesione sociale e creare le basi per una pace duratura e inclusiva in Siria.

foto Car Loss Voniya da Pixabay.com