Horizon Europe, Zijlstra: “Discriminatoria l’esclusione degli atenei israeliani”.
La decisione di alcune università olandesi di interrompere unilateralmente la cooperazione con atenei israeliani nell’ambito dei programmi di ricerca finanziati dall’Ue, come Horizon Europe, è finita al centro di un’interrogazione parlamentare europea.
Una vicenda che riaccende il dibattito politico e accademico in Europa sul perimetro della cooperazione scientifica con Israele e sul rispetto delle regole comuni all’interno dei programmi europei di ricerca.
Sulla questione, l’eurodeputato Auke Zijlstra (PfE) ha chiesto alla Commissione se tale scelta sia compatibile con le regole del programma, sottolineando che Israele è a tutti gli effetti un Paese associato a Horizon Europe e che l’uscita da un consorzio finanziato può avvenire solo secondo le procedure stabilite dal modello di grant agreement.
Nella sua risposta, la commissaria europea Ekaterina Zaharieva ha chiarito che “sia la cessazione volontaria sia quella involontaria della partecipazione a un progetto sono giuridicamente possibili ai sensi dell’articolo 32(2) del Model Grant Agreement”.
La Commissione ha inoltre ricordato che Horizon Europe finanzia esclusivamente attività di ricerca e innovazione a fini civili. Tuttavia, non si può escludere che alcuni risultati possano avere in seguito applicazioni dual use, ossia civili e militari, se sviluppati al di fuori del progetto originario.
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