Horizon Europe, miliardi spesi, impatto limitato e controlli carenti.
Un programma da 95,5 miliardi di euro (bilancio 21-27) che continua a mostrare forti squilibri geografici, risultati di impatto discutibili e un sistema di monitoraggio ritenuto debole. È il quadro critico che fa da sfondo a un’interrogazione scritta presentata al Parlamento europeo sul funzionamento di Horizon Europe, il principale programma UE per la ricerca e l’innovazione.
Secondo le statistiche ufficiali, nonostante gli strumenti di “Widening” pensati per ampliare la partecipazione, persistono differenze significative nell’accesso ai finanziamenti tra gli Stati membri. I ricercatori dei Paesi dell’Europa centrale e orientale continuano ad avere tassi di successo più bassi, mentre una quota rilevante delle risorse si concentra in un numero ristretto di istituzioni appartenenti a pochi Paesi. A ciò si aggiungono timori diffusi su possibili bias nei processi di valutazione (una costante all’interno delle opache call europee, come ricordano i programmi Erasmus+, CERV e Creative Europe) una rappresentanza insufficiente di esperti dei Paesi dell’allargamento nei panel di valutazione e un peso eccessivo attribuito alla reputazione delle istituzioni rispetto alla qualità e al potenziale dei singoli progetti.
Ma la critica va oltre l’equità dell’accesso. Horizon Europe viene sempre più percepito, infatti, come un programma oneroso che, a fronte di una massiccia spesa pubblica, fatica a dimostrare un reale impatto scientifico e tecnologico. Manca infatti, secondo numerosi osservatori, una reale certezza sul monitoraggio e sul controllo di ogni euro speso. Come già segnalato in più occasioni anche dalla Corte dei conti europea, i controlli sull’operato effettivo di beneficiari e partner risultano limitati, mentre il sistema si basa prevalentemente su rendicontazioni standardizzate che, nella pratica, possono essere corrette su richiesta degli uffici competenti. Nel frattempo, miliardi di euro vengono assorbiti da progetti che producono risultati modesti o difficilmente misurabili in termini di impatto reale.
In questo contesto, alla Commissione è stato chiesto se intenda avviare un audit indipendente delle procedure di valutazione dei progetti di Horizon Europe, includendo un’analisi dei possibili bias e della composizione dei panel di esperti.
