HIV: i giovani restano passivi e disinformati.
I social media amplificano la discussione sull’HIV, ma la consapevolezza tra i giovani resta bassa. È questo il quadro che emerge dall’ultima indagine condotta da SocialData, che ogni anno monitora il dibattito digitale per valutare l’evoluzione della percezione pubblica del virus in Italia e nel mondo.
L’edizione 2025 registra un forte incremento della visibilità online: le mention sull’HIV sono quasi triplicate, passando da 35.000 a quasi 100.000 citazioni, mentre le interazioni social hanno superato quota 6,4 milioni, con un aumento del 20% rispetto al 2024.
Nonostante la crescita, l’HIV rimane indietro nel confronto con altre malattie. Il Covid-19 domina la scena con oltre 2 milioni di citazioni, seguito dal cancro (più di 1 milione), infarto (192.000) e diabete (183.000). L’HIV riesce a superare solo ictus ed epatite in termini di attenzione.
TikTok e Instagram sono le piattaforme dove si concentra la maggior parte della partecipazione, segno della forte presenza di un pubblico giovane. Tuttavia, il report evidenzia una scarsa consapevolezza: molti utenti si limitano a una fruizione passiva dei contenuti, esponendosi così a stereotipi e fake news, contribuendo involontariamente alla disinformazione.
Nel dibattito digitale prevalgono concetti positivi legati alla convivenza con il virus, più che alla paura della malattia. Termini come vivere, ricerca e cura dominano le conversazioni, seguiti dai temi della prevenzione. Il preservativo e il test restano i metodi più citati, ma le terapie antiretrovirali long-acting, che prevedono solo due iniezioni l’anno, stanno guadagnando visibilità grazie alla loro efficacia nella profilassi pre-esposizione (PrEP).
Secondo SocialData, il sentiment positivo è guidato proprio dai trattamenti innovativi: al primo posto per percezione favorevole figura la terapia con staminali, seguita dalle antiretrovirali.
Preoccupa la posizione dei giovani nel report: pur essendo spesso oggetto delle campagne informative, sono citati con sentiment negativo. Si registra infatti un ritorno a comportamenti sessuali a rischio e un calo dell’interesse generale, che si traduce in un aumento delle infezioni nella fascia under 30.
Foto di Miguel Á. Padriñán da Pixabay.com
