17 Ottobre 2026
Sardegna

Hantavirus: Ministero della salute: “Quarantena di 6 settimane per i contatti ad alto rischio”

Nove casi accertati o probabili, tre morti, un tasso di letalità del 33%. Numeri che hanno portato il Ministero della Salute ad allertare tutte le regioni italiane, i Ministeri, autorità sanitarie di frontiera e ordini professionali e aggiornare la situazione epidemiologica legata al focolaio di hantavirus tipo Andes scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius.

All’11 maggio 2026 il focolaio conta in totale nove casi , sette confermati in laboratorio come virus Andes (ANDV) e due classificati come probabili in attesa di diagnosi , e tre decessi, con un tasso di letalità che sfiora il 33%. Il caso indice ha sviluppato i primi sintomi il 6 aprile 2026, mentre la prima diagnosi specifica di virus Andes è stata effettuata il 2 maggio.

All’8 maggio quattro pazienti risultavano ancora ricoverati: uno in terapia intensiva a Johannesburg, in Sudafrica, due nei Paesi Bassi e uno a Zurigo, in Svizzera. Un caso inizialmente classificato come sospetto, trasferito in Germania, è stato successivamente escluso dopo risultati negativi sia alla PCR che alla sierologia.

Il 10 maggio la nave ha attraccato alle Isole Canarie, in Spagna. Sono in corso indagini sulla fonte primaria del contagio in collaborazione con le autorità di Argentina e Cile.

La circolare descrive con precisione l’evoluzione clinica dei casi registrati a bordo. Il quadro iniziale è spesso ingannevole: cefalea, lievi disturbi gastrointestinali , in particolare diarrea , febbre e sintomi respiratori iniziali. In 24-48 ore sopraggiungono astenia, vertigini, tachipnea e riduzione della diuresi. In pochi giorni diversi pazienti hanno sviluppato insufficienza respiratoria acuta, ipossiemia refrattaria all’ossigenoterapia e shock emodinamico.

In alcuni casi il decorso è stato ancora più fulminante: sintomi gastrointestinali lievi seguiti entro 24 ore da polmonite severa rapidamente evolutiva in sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e morte.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità valuta il rischio per la popolazione mondiale come basso, e moderato per i passeggeri e l’equipaggio della MV Hondius. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) classifica il rischio per la popolazione generale dell’UE come molto basso. La stessa valutazione è stata condivisa dalla Rete Dispatch , riunita l’8 maggio 2026 , e dal Gruppo di esperti sui laboratori nazionali, convocato nella stessa giornata.

I due organismi, tuttavia, sottolineano che il rischio di trasmissione interumana in ambito comunitario non è del tutto trascurabile, alla luce dell’eterogeneità delle misure che i diversi Paesi di provenienza dei passeggeri adotteranno nei rimpatri successivi allo sbarco.

L’8 maggio, attraverso il sistema europeo di allerta rapida EWRS, il Ministero della Salute ha ricevuto comunicazione che quattro persone presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile 2026 , lo stesso sul quale si era imbarcato un caso confermato, sceso poco prima del decollo per il peggioramento dei sintomi , avevano come destinazione finale l’Italia. Il Ministero ha immediatamente trasmesso le informazioni alle Regioni interessate, attivando le procedure di quarantena fiduciaria e sorveglianza attiva.

La circolare adotta le definizioni operative dell’ECDC e dell’OMS. Sono considerati contatti ad alto rischio tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio ancora a bordo della MV Hondius al momento della pubblicazione del documento, oltre a chiunque abbia condiviso con un caso confermato o probabile la stessa cabina, lo stesso bagno, pasti o interazioni sociali prolungate, o si trovasse a meno di due metri per più di 15 minuti cumulativi in spazio ristretto. Rientrano nella categoria anche gli operatori sanitari esposti senza dispositivi di protezione individuale adeguati.

Per i contatti ad alto rischio è prevista la quarantena fiduciaria per sei settimane dall’ultima esposizione, con monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte delle autorità sanitarie locali. Sono vietati i mezzi di trasporto pubblico e i voli commerciali per il rimpatrio. È consentita l’uscita all’aperto per ragioni di salute mentale, a condizione di indossare una mascherina medica/chirurgica resistente ai liquidi e di evitare gli assembramenti.

I contatti a basso rischio , chi non ha avuto interazioni dirette o prolungate con i casi , devono effettuare un automonitoraggio passivo per 42 giorni, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali in caso di comparsa di sintomi e isolamento immediato.

Per i casi sospetti, la diagnosi di riferimento è affidata al Laboratorio di Virologia e ai Laboratori di Biosicurezza dell’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma.